Roulette
Buonanotte

Pane e vino alla roulette

L’aumento del grano c’entra relativamente con la guerra ucraina: era già cresciuto dell’80% nel 2021, ben prima dell’invasione. C’è sotto un’enorme speculazione finanziaria. Adesso che la guerra c’è, fa comodo dire che è per colpa sua se l’occidente pagherà carissimi il grano e i cereali per mangimi. Ma non è vero che l’Italia dipende per essi dall’Ucraina e dalla Russia. Queste due nazioni per l’Italia sono un fornitore marginale: da loro importiamo il 3,2 % del grano tenero e il 2,5% del grano duro.

L’aumento nasce dal combinato disposto (la famosa “tempesta perfetta”) di due fattori. Il primo sono le aspettative negative dovute alla guerra (oggi in Ucraina mancano persino i carburanti per far funzionare le mietitrebbia che fra due settimane dovrebbero raccogliere il grano già maturo). Il secondo è l’effetto che queste aspettative negative (con lo scattare inevitabile degli accaparramenti) svolgono nelle borse mondiali del frumento.

In esse, così come avviene per titoli, valute, materie prime ecc. ci sono algoritmi sensibilissimi che H24 registrano ogni minima variazione e agiscono (vendendo o comprando) di conseguenza. È questione di borsa, insomma. Quello che è immorale è affidare alla borsa, casinò cinico e baro, le materie prime alimentari, affamando interi paesi e continenti. Purtroppo non c’è speranza che si torni indietro. Mentre certi venditori pagano addirittura gli acquirenti perché non ritirino quanto previsto nei contratti firmati l’anno scorso perché nel frattempo il prezzo è aumentato, ci sono operatori che già oggi comprano al buio l’intera produzione 2030 di certi vini pregiati. Figuratevi se faranno eccezione per il pane.

collino@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo