pensionati
News
IL CASO

Panchine ostaggio dell’alcol. Al via il presidio dei residenti

I pensionati del lungo Dora Savona: «Così cacciamo il bivacco»

«Qui chi arriva prima si prende il posto. E se arrivano loro noi dobbiamo emigrare altrove». Quel “loro” è riferito ai disperati che ogni estate affollano le panchine, le poche rimaste. Cacciando, spesso e volentieri, tutti i residenti che vorrebbero passare qualche ora all’ombra lungo le sponde del fiume. Un problema che i pensionati del lungo Dora Savona conoscono molto bene. Per questo motivo «cerchiamo di arrivare prima di queste persone, prendendo possesso delle due-tre panchine che si trovano vicino alla passerella del carbone».

Forse le uniche che senzatetto e beoni non sono riusciti a colonizzare. Tutto intorno a corso Giulio Cesare e sul lungo Dora Firenze, infatti, sedersi è diventato quasi impossibile. Davanti all’area Ponte Mosca stazionano, da anni, gruppetti di romeni che passano le loro giornate a bere. E di tanto in tanto, quando il livello dell’alcol si alza troppo, ci scappano anche risse e accoltellamenti. All’angolo con il ponte, invece, non è raro imbattersi in orde di ragazzotti africani mentre alcune panchine sono persino state manomesse di proposito da ignoti residenti. Forse gli stessi che hanno buttato l’olio sui muretti, con l’intento di non far sedere gli ubriaconi. Cacciando così il bivacco. «Ci è già capitato di avere da ridire con queste persone – raccontano i pensionati del quartiere Borgo Dora – e ogni volta è un litigio. Quando si siedono per noi non c’è più nulla da fare. E la convivenza non è sempre pacifica».

Per questo c’è chi fa anche i turni per presidiare le ambitissime panchine. Una specie di curioso monopolio che ha finito per allontanare, di qualche metro, gli amanti del bivacco. «Ma se la Città intervenisse seriamente, forse non dovremmo risolverlo noi questo problema».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo