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I palloni bucati non si buttano più: «Li riciclo e li trasformo in borse»

La passione di Raffaella: «Riutilizzo ciò che per altri è desueto»

Recuperare palloni da calcio, rugby, basket e pallavolo e tramutarli in borse. Borse a palla. La passione per il riciclo degli oggetti Raffaella Fiore, 36 anni, ce l’ha sin da piccola quando faceva anelli coi bottoni della nonna. Oggi, in via Po espone articoli che per vari motivi – età, fine utilizzo o forature – hanno perso la loro funzione e a cui lei ha ridato vita. Come le musicassette, che diventano portamonete per le tasche. Ma soprattutto i palloni, che si convertono in borse e sono ormai il suo marchio distintivo. Un’idea nata dalle difficoltà.

«Facevo bigiotteria con materiali di scarto – racconta Raffaella – ma a causa della concorrenza straniera i prezzi sono crollati e non vendevo più». Le borse a palla in Italia ancora non fanno tendenza ma all’estero piacciono molto, anche ai vip. Ma non è stato facile, all’inizio. Infiniti i sabati che Raffaella passava al Balon in cerca di qualche articolo che potesse fare al caso suo. Poi pian piano i clienti sono arrivati, la voce si è sparsa e ora sono le persone che arrivano da lei e le portano gli oggetti. Come quella volta che le hanno dato 50 palloni provenienti da una palestra, tutti bucati dai vandali. Oppure, tramite amici, una quarantina di palloni non più utilizzati dal Cus di Grugliasco. Raffaella li prende e con forbici, cutter, ago e filo inizia la sua creazione. La sua pagina Facebook si chiama “Phoenix – borse a palla”. Phoenix come la fenice, che sembra morta ma poi risorge. Come un pallone bucato il cui destino è finire in un bidone, e invece diventa una borsa.

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