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«Pallavolo e flash mob per rilanciare il borgo»

I volontari di Arqa curaro Aurora

Vittoriano Taus, 80 anni, è il presidente di una piccola ma allo stesso tempo grande realtà (il comitato Arqa) che da tre anni si batte per il rilancio della borgata Aurora, una delle più complicate della città. Arqa si è fatta conoscere al mondo con una simbolica manifestazione in via Cuneo, davanti alle ex officine Grandi Motori. «In quell’occasione – ricorda Taus – abbiamo tagliato l’erba in via Cuneo per far capire le nostre intenzioni all’amministrazione». A seguire i volontari hanno cominciato a occuparsi dei giardini difficili, l’Alimonda e il Madre Teresa di Calcutta dove il comitato ha chiesto e ottenuto l’installazione delle telecamere.

«Con i cori gospel nei giardinetti, ben sette – racconta Taus – abbiamo avuto modo di conoscere realtà problematiche, come quella degli spacciatori. Grazie a una pastora nigeriana, siamo riusciti ad avvicinare alcuni pusher. Cinque di loro hanno lasciato la via della droga». Dopo il Mtc l’azione anti degrado si è spostata in via Alimonda. Ai tempi era una zona invivibile ma con l’aiuto del Comune di Torino (e soprattutto della partecipazione della cittadinanza) qualcosa è cambiato.

Il simbolo, ancora presente adesso, è quel campo di pallavolo che ogni domenica viene utilizzato da italiani e stranieri. Emblema di un quartiere multiculturale che chiede l’integrazione, attraverso lo sport. Un bene comune. E quel giardino, poco alla volta, ha cominciato a cambiare. La Circoscrizione 7 è intervenuta mettendo in sicurezza i giochi, i volontari si sono anche prodigati affinché venisse realizzata la pista ciclabile di corso Vercelli. «Lavorando con gli assessori Unia e Lapietra qualche risultato lo abbiamo ottenuto».

Dal 2018 Arqa porta le luminarie anche in via Cuneo. Un pezzo di strada sconosciuto ai più, eppure grazie all’amore di un manipolo di cittadini si è riusciti a ottenere qualcosa che anni fa era insperato. «Questo quartiere – conclude Taus – ha molte potenzialità inespresse». In via Cuneo, ex casa di Gipo Farassino, c’è un centro curato dal Politecnico mentre grazie al progetto “plogging” non mancano le attività legate all’ambiente. Con i flash mob di pulizia che hanno interessato non solo le sponde della Dora ma anche i grandi parchi della periferia.

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