Balaustra
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L’opera è stata realizzata nel 1789 dall’intagliatore e scultore Francesco Bolgè

Palazzo Reale di Torino, torna a splendere la balaustra del trono

Il prezioso manufatto in legno restaurato grazie all’intesa tra Musei Reali e Consiglio Regionale

Inizialmente la balaustra fu progettata per racchiudere il letto di Maria Teresa d’Asburgo Lorena-Este, moglie del Duca d’Aosta – lo testimoniano gli elementi decorativi che alludono all’amore, le colombe che “si baciano”, la faretra con le frecce scoccate da Cupido -, in seguito, su indicazione dell’architetto Pelagio Palagi, architetto alla corte dei Savoia, venne posizionata davanti al trono.

Ora questo prezioso manufatto in legno dorato, che adorna la sala del trono al primo piano dei Musei Reali di Torino, offuscato nel suo splendore dagli strati di pulviscolo atmosferico accumulatosi negli anni, è tornato alla bellezza originaria grazie ad un accurato intervento di restauro. Ed è così che da oggi si ripresenta al pubblico. Realizzata nel 1789 dall’intagliatore e scultore Francesco Bolgé, la balaustra si compone di un fronte e di due ali, in una delle quali si apre un cancelletto che consente l’accesso nello spazio interno.

«E’ un elemento che serviva a distanziare a proteggere il re seduto sul suo trono – spiega Franco Gualano, curatore delle collezioni d’arte della residenza -, è un elemento molto raro in Italia che non si trova nelle altre corti, mentre è presente nella corte francese».

La parte frontale della balaustra è ricavata da un unico tronco di legno scavato all’interno ed è dotata di una serie di perni che sostengono le decorazioni, foglie di acanto, ghirlande di fiori, putti e colonnine. L’intervento di restauro, durato circa tre mesi, è stato reso possibile grazie al protocollo d’intesa siglato tra i Musei Reali e il Consiglio regionale del Piemonte che ha sostenuto il costo dell’operazione, pari a 10 mila euro. Dopo la riapertura e il restauro della Cappella di Carlo Alberto, un altro gioiello viene così recuperato alle collezioni del Palazzo grazie al contributo del Consiglio. <E quest’anno è in previsione qualche altro progetto – anticipa Gualano – , ne discuteremo>.

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