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Cronaca
VIA SANT’OTTAVIO

Palazzo Nuovo si colora di rosso e verde: taglio del nastro per il bosco degli altri

Intitolato a Lia Varesio. Il progetto è di Agroinnova e Università con Comune e Iren

Rosso, giallo e verde sono senza ombra di dubbio i colori che primeggiano. Così, a un anno dalla sua presentazione, è stato inaugurato in via Sant’Ottavio a Palazzo Nuovo, in un’area verde in passato trascurata, il bosco degli “altri”. Intitolato alla figura di Lia Varesio, donna che in passato si è sempre occupata degli ultimi, si tratta di uno spazio che ha trovato casa davanti alle aule universitarie, tra via Verdi e corso San Maurizio. Diventato realtà grazie a un progetto di Agroinnova insieme a Comune di Torino, Iren e appunto l’Università degli Studi.

Il bosco degli “altri” fa parte dei primi boschi urbani nati dal progetto Wetree, l’associazione “nata dall’incontro tra le donne e tra le loro idee e iniziative che hanno al centro la sostenibilità e le pari opportunità”, che ha l’obiettivo di realizzare aree verdi in tutte le città italiane. E oggi caratterizza la facciata principale di Palazzo Nuovo, rappresentando di fatto uno degli ultimi step per la completa riqualificazione “green” dell’edificio. Una rivoluzione ambientale, ad opera delle agronome paesaggiste Stefania Naretto e Chiara Otella, fondatrici dello studio LineeVerdi, che arriva a stimolare una consapevolezza ambientale in prospettiva circolare, realizzando un’area verde intitolata a una donna che si è distinta con le sue attività per una società torinese migliore.

Torino, Milano, Palermo e Perugia sono le città italiane che hanno aderito al progetto. Tra l’altro proprio l’ex sindaca di Torino, Chiara Appendino, è stata tra le prime a sottoscrivere il patto promosso da Ilaria Borletti Buitoni e Maria Lodovica Gullino, promotrici di weTree, insieme a Ilaria Capua, direttore del centro di eccellenza One Health dell’Università della Florida. «Siamo soddisfatte – ha dichiarato Maria Lodovica Gullino, direttore di Agroinnova -, per aver portato a termine questo intervento in un momento così difficile per la nostra società. Ricordiamoci che il 2020 è stato l’Anno Internazionale della Salute delle Piante e questo intervento è il giusto lascito agli anni a venire».

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