Palazzo di Giustizia
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“Palazzo di Giustizia” va a Berlino. «E’ un onore parlare del mio film»

La pellicola di Chiara Bellosi parteciperà al festival nella sezione Generation Plus 14

Da Torino a Berlino: un percorso per nulla scontato quando si parla di cinema e di film girati in città, raramente presenti in selezione ufficiale alla Berlinale. Questa volta dal 20 febbraio 2020 Torino ci sarà, nella sempre più interessante sezione Generation Plus 14, grazie a “Palazzo di Giustizia”, prodotto dalla Tempesta Film di Carlo Cresto-Dina. L’opera prima di Chiara Bellosi è stata girata in città nello scorso mese di marzo, grazie al sostegno della Film Commission Torino Piemonte, in un set ricostruito grazie a un enorme lavoro scenografico all’interno del palazzo dei “Poveri Vecchi” (l’Istituto di Riposo per la Vecchiaia IRV, NdR) di corso Unione Sovietica. Una giornata di ordinaria giustizia in un grande tribunale italiano, questo lo spunto di trama: è in corso un’udienza per un caso di omicidio in seguito a una rapina, i destini di colpevoli e vittime, familiari e avvocati si intrecciano. È il produttore Cresto-Dina a commentare la notizia della selezione al festival: «Essere stati scelti per Generation Plus 14 – ha dichiarato – presentare e discutere il film in una sezione dedicata a un pubblico di giovanissimi ci emoziona come non mai: non per la moda di “parlare ai giovani”, ma perché è un pubblico difficile, giustamente diffidente. Siamo contenti di affrontare anche questa sfida, e continuare l’avventura di fare questi film eccentrici ed eretici». Lo scorso anno, sul set torinese, la regista aveva raccontato la genesi di un film nato come un documentario. «Quando ho proposto l’idea a Carlo mi ha chiesto di provare a svilupparne un lungometraggio di finzione. Ho passato settimane tra i corridoi del vero tribunale di Milano, cercando storie, e alla fine è nato lo spunto di questo film». Nel cast due giovani attori già noti ai critici di settore, Dafne Scoccia e Andrea Lattanzi, cui si aggiungono le esordienti torinesi Bianca Leonardi e Sarah Short. Anche la troupe del film è fortemente torinese, con il 60 per cento circa di maestranze locali, tra cui il direttore di produzione Andrea Tavani, la location manager Alessandra Curti, Stefano Cravero al montaggio e Tatiana Lepore come acting coach. «A Torino – aveva detto Cresto-Dina in fase di riprese – si trova non soltanto l’aiuto finanziario, ma anche la cortesia, la competenza e l’attenzione di chi conosce il cinema. Di chi capisce cosa noi, con i nostri film un po’ innovativi, cerchiamo di fare». Le riprese hanno coinvolto anche la Scuola di Applicazione Militare, il Politecnico, il Liceo Regina Margherita e un distributore di benzina di Orbassano. Il film dovrebbe uscire in sala a marzo 2020.

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