Paesi fantasma

Terremoto 1693, Sicilia orientale: abbandonati e rifatti altrove i paesi di Noto, Ragusa, Avola e Occhiolà, poi diventata Grammichele. Troppo antico? Terremoto in Liguria, 1887. Il paese di Bussana, dietro Sanremo, ne esce semidistrutto, viene abbandonato e ricostruito 3 Km più a valle. Ma non sono stati solo i terremoti a far abbandonare centinaia di paesi. Le valli piemontesi sono piene di borgate ormai divorate dalla vegetazione, abbandonate da secoli o decenni perché disagiate, o semplicemente perché la popolazione è emigrata in cerca di una vita meno dura. In Italia di paesi abbandonati ce ne sono circa un migliaio (fonte Istat).

Se poi si contano anche le frazioni, gli alpeggi e i piccoli agglomerati il conto sale addirittura a 6mila. Sono tutti bellissimi, al punto che di recente alcuni imprenditori audaci hanno acquistato per pochi spiccioli i più belli e li hanno restaurati, ma si tratta di poche decine di eccezioni a fronte di migliaia di paesi fantasma. Fra terremoti e povertà, l’abbandono è un fenomeno che in Italia è sempre successo. Pensavo a questo mentre sentivo la solita querelle sui miliardi da investire nei grandi cantieri già avviati (Tav compresa) “senza contare il bacino appenninico colpito dal terremoto del 2016, con interi paesi e borgate ancora da ricostruire”. Fatti salvi i grandi centri come Amatrice, Norcia e pochi altri – mi chiedevo – è proprio il caso di ricostruire casa per casa tutti i paesini, le frazioni, gli agglomerati, i casali? E’ una domanda penosa, alla quale non so rispondere. So solo che nei secoli passati è stato fatto. I nostri avi erano più coraggiosi, o semplicemente la loro opinione non contava?

collino@cronacaqui.it

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