padre-e-figlio-tramonto
Buonanotte

Padri e figli

Sul rapporto edipico c’era una volta una filastrocca bonaria, stampata su quelle piastrelle in vendita sui banchetti di souvenirs. S’intitolava “Cosa pensa l’uomo del babbo”. A 15 anni: è un matusa troppo severo, non capisce niente. A 25: è troppo prudente. A 35: però, quante cose sa! A 45: meglio sentire il suo parere. A 55 e oltre: Ah! Se potessi ancora consigliarmi con lui! Calza anche per mio figlio, che ha 50 anni, ma al rovescio, nel senso che Enrico è sempre stato più saggio, prudente e abile di me nell’amministrare. Anzi, più volte l’ho messo in imbarazzo con la mia impulsività e le mie follie.

E mi spiace sentirlo lamentarsi coi due soci (suoi coetanei) che in Italia ad essere onesti ci si rimette sempre, che alla lunga ci guadagnano sempre i furbi, che chi non paga alla fine la sfanga, che i brevetti e i contratti, se la controparte è potente e ben immanicata, sono carta straccia, ecc…Sembra la descrizione del mondo che volevamo cambiare nel ’68, e invece non è cambiato nulla. Gli statali fanno semprei plandron e i sindacati li proteggono, i politici rubano e mentono, i ricchi evadono le tasse, i furbi imperano, gli immanicati prosperano, la burocrazia ti sfianca…

Ripensandoci, però, anch’io ho cominciato a lamentarmi di ‘sto andazzo solo dopo i 40anni. A 20 non ne avevo il tempo. C’era solo futuro, in me. Anche il presente era archiviato in fretta, senza verifiche o bilanci. Era quella che i vecchi chiamavano, senza tanti giri di parole, “beata incoscienza”.O semplicemente gioventù, stagione feconda e caotica del cui fascino t’avvedi solo quand’è un ricordo.

collino@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO
banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo