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IL CASO

Ostensione straordinaria a fine anno ma solo per i 15mila giovani di Taizé

Contemplazione della Sindone e messa all’Oval per i pellegrini provenienti da 70 Paesi

Il Capodanno di Taizé arriva per la prima volta a Torino e, per l’occasione, i giovani pellegrini potranno contemplare la Sacra Sindone e pregare insieme negli spazi dell’Oval del Lingotto. Saranno le famiglie e le parrocchie della città ad accogliere i partecipanti al Capodanno per quattro giorni che si preannunciano indimenticabili per entrambi.

«La scelta della comunità di Taizè ci riempie il cuore di gioia e riconoscenza – commenta l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia -. All’incontro annuale sono presenti oltre 15mila giovani di 70 paesi e chiese e comunità cristiane diverse, dagli ortodossi, ai protestanti, ai cattolici». Dopo Roma e Milano, è la prima volta che il Capodanno si celebra a Torino, dal 28 dicembre 2020 al primo gennaio 2021. In questi giorni, sono attesi in città migliaia di giovani che troveranno alloggio nelle case dei torinesi, così come da tradizione.

«Mi appello ai ragazzi e alle famiglie che avranno il compito di accogliere nelle loro case uno o due partecipanti alle giornate torinesi – ha esordito Nosiglia, chiedendo a tutti di essere aperti all’ospitalità -. Sarà una esperienza unica, ma quanto mai umana e ricca di concrete possibilità di tramutarsi in amicizia, da proseguire poi anche dopo i giorni dell’incontro. L’accoglienza nelle nostre case è un modo per conoscere persone nuove e diverse, in un conteso di fede e di ricchezza che ci accomuna tutti».

Alla ricchezza dell’incontro, si aggiunge poi l’esperienza unica di poter vedere con i propri occhi la Sindone. «Non sarà una ostensione classica e nemmeno una venerazione – precisa Nosiglia – . Si tratta di una occasione di contemplazione della reliquia, esattamente come era avvenuto due anni fa per i giovani diretti dal Papa a Roma». In questo senso, è fondamentale ricordare che solamente gli iscritti al pellegrinaggio potranno godere della visita, a differenza di quanto avviene per una ostensione pubblica.

«Dobbiamo pensare alla sicurezza dei visitatori e delle reliquia – spiega don Roberto, presidente della commissione diocesana della Sindone -. È un oggetto peculiare e richiede attenzione costante ai parametri fisici e chimici che ne garantiscono la corretta conservazione». Il programma delle visite verrà reso noto più avanti, anche in virtù del numero di adesioni che verranno raccolte.

Si può fin da ora ipotizzare che ci saranno appuntamenti per tutti e quattro i giorni del Capodanno e che la Sindone vedrà la luce nelle ultime ore della mattina. «Adotteremo modalità espositive simili all’ultima ostensione – spiega ancora don Roberto – abbiamo un modello di base su cui lavorare». Il 2020 sarà dunque un anno di preparazione, costantemente accompagnato dall’azzurro del logo del Capodanno e dai suoi simboli: una croce, la Mole e le montagne piemontesi.

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