oste condanna ergastolo
Cronaca
LA SENTENZA

Oste condannato all’ergastolo: «Massimo oggi era qui con noi» [VIDEO]

Carcere a vita per Luigi Oste: «Uccise Massimo Melis il 31 ottobre 2021»

«Massimo oggi sarà felice, ci vede da lassù. Oggi era qui con noi. L’ho sentito. Sarà felice di avere giustizia». Piange Maria Rosaria Stara, la mamma di Massimo Melis, dopo che la Corte d’Assise ha letto la sentenza che condanna all’ergastolo il presunto assassino di suo figlio.

Luigi Oste, sessantenne originario di Piazza Armerina, è stato giudicato colpevole di omicidio volontario premeditato e aggravato dai motivi futili e abietti. È lui, per la Corte d’Assise presieduta da Alessandra Salvadori (a latere giudice Roberto Ruscello), l’uomo che la sera del 31 ottobre del 2021, alle 20.30, uccise Massimo Melis, 50 anni, quando era appena salito sulla sua auto, parcheggiata in via Gottardo. Melis, “l’angelo della Croce verde”, come lo chiamavano tutti per il suo «buon cuore», aveva appena riaccompagnato a casa Patrizia, l’amica che stava proteggendo da settimane dallo stalking perpetrato da Oste.

Secondo l’accusa, il movente del delitto starebbe proprio nel desiderio di vendetta covato dall’imputato verso la donna, che lo aveva “lasciato” dopo una “relazione” brevissima. «Se io uccido lei, la sofferenza dura un minuto, ma se uccido l’uomo che lei ama, lei soffrirà per tutta la vita», aveva detto, alla scorsa udienza, il procuratore aggiunto Emilio Gatti, spiegando la psicologia del presunto assassino.

«È stato un processo difficile – dichiara l’avvocato difensore Salvo Lo Greco – aspettiamo le motivazioni della sentenza, che non commentiamo, ma che impugneremo». Durante l’arringa, il legale aveva detto: «Non bastano degli indizi e un movente in apparenza forte per condannare qualcuno. Servono prove, che qui non ci sono, e serve andare al di là di ogni ragionevole dubbio. Mancano l’arma del delitto, i testimoni oculari, le impronte digitali, la polvere da sparo».

Per l’accusa invece, non vi sono dubbi sulla colpevolezza di Oste. Le telecamere lo avevano inquadrato prima e dopo il delitto vicino all’auto di Melis, della polvere da sparo venne trovata su una manica del suo giubbotto. Infine, ci sarebbero le dichiarazioni di due familiari a inchiodare Oste: «È stato lui…per farla pagare a lei…».

«Giustizia è fatta, per noi è stato un anno terribile: spero che Massimo, da lassù, mi aiuti a tirare avanti», ha detto ieri in aula, tra le lacrime, mamma Maria Rosaria, che ha assistito a tutto il processo, sempre seduta a fianco alla figlia Monica, che ha aggiunto: «Noi abbiamo confidato nella giustizia e ci siamo fidati dello Stato, completamente. Sono stati grandiosi». La pm Chiara Canepa, con l’aggiunto Gatti, aveva chiesto l’ergastolo con l’isolamento diurno. La Corte d’Assise ha accolto (ad eccezione dell’isolamento) la richiesta, condannando Oste, inoltre, a pagare una provvisionale di 50mila euro a Patrizia, e di 750mila euro ai familiari di Melis, costituiti parti civili con l’avvocato Paolo Romagnoli, che ieri ha detto: «Siamo soddisfatti per i tempi e il risultato del profilo processuale. Dal punto di vista personale, abbiamo una famiglia che l’ergastolo lo sconta dal primo novembre del 2021».

Le parole della mamma e della sorella di Massimo Melis, IL VIDEO (di Antonino Di Marco):

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