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STRATOSFERICO PIPPO!

Oro per Ganna & C. con record mondiale: «Il sogno è realtà!»

Quando credi di aver visto tutto, non hai ancora visto tutto. Perché l’Italia l’ha fatto di nuovo e questa volta significa oro nell’Inseguimento su pista a squadre, una vittoria che aspettavamo solo da 61 anni. E lo ha rifatto battendo quella Danimarca che tutti davano come favorita, anche piuttosto nettamente, e demolendo il record del mondo che aveva stabilito solo 24 ore prima. Ora Filippo Ganna, Francesco Lamon, Simone Consonni e Jonathan Milan lo hanno fissato in 3’42.032, quasi tre decimi meglio di quanto fatto martedì.

Una finale pazzesca, ma non poteva essere diversamente. A quattro giri dalla fine i danesi erano avanti di 8 decimi e sembrava impossibile, anche per chi come Pippo Ganna ha abituato a trascinare il treno azzurro ad un ritmo impossibile. E invece, quando si è messo lui in testa il miracolo sportivo è diventato di nuovo realtà. In tutto 176 millesimi di margine, tutti rifilati con gli interessi nell’ultimo mezzo giro (125 metri) e che hanno mandato in delirio la spedizione italiana oltre agli spettatori locali, ammessi ad entrare al Velodromo.

Poi, nessuno ha più capito nulla anche se c’era nulla da capire se non la gioia per un risultato costruiti con pazienza negli ultimi 5 anni: a Rio il quartetto azzurro, con un giovanissimo Ganna, sui era piazzato sesto e adesso è sul tetto del mondo grazie al lavoro preziosissimo fatto dal ct Marco Villa e dal suo staff. «Credevo che restasse un sogno, invece si è avverato. Dovevo fare vedere ai ragazzi che ci credevo – ha raccontato Villa dopo la gara – ma non sapevo cosa aspettarmi. Quello che abbiamo fatto in questi due giorni ha fatto venire le gambe molli ai nostri avversari».

E l’eroe in mezzo agli eroi come la racconta? «Sapevamo di poter essere competitivi e sapevamo di avere un buon paracadute con l’argento. Ma il paracadute non ci interessava, volevamo andare in picchiata libera verso il grande risultato. Questo è un risultato figlio di tanta fatica, sudore e lavoro di squadra». La rimonta? Nessun problema. «Pensavo solo a pedalare e a fare la miglior performance possibile e non alla tabella, è arrivato il record del mondo. Io, una volta che sono lanciato e ho preso il ritmo devo solo mantenere, ma vi assicuro che fare il lavoro degli altri tre è molto più difficile».

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