Orgoglio barbino

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Avete presente il meccanismo psicologico che sta alla base del proverbio “una scusa non richiesta è un’accusa manifesta”? Si scopre un ammanco nella cassa del bar e l’ultimo assunto nel commentarlo dice “io non ho certo bisogno di rubare, i miei sono benestanti”. Sospettare di lui è automatico. Lo stesso meccanismo sta alla base della trasmissione dedicata ieri da Rai 1 a Carolina Morace, 56 anni, ex calciatrice, lesbica dichiarata, recentemente sposatasi con una donna di 38. Nel salotto televisivo erano tutti infervorati a lodare il suo coming out, a sottolineare la normalità che voglia un figlio, a condannare l’omofobia, eccetera. Eppure, se tutto ciò fosse davvero normale, non ci sarebbe bisogno di dirlo in Tv. Se devi giustificarlo, quasi promuoverlo, vuol dire che tanto normale non è. Una lesbica che si sposa è normale come una donna barbuta che decide di non radersi. Fatti suoi. Orgoglio barbino. Ma non si stupisca poi se la gente si sente imbarazzarla nel vederla. Anche io, che pure non ho nulla contro i gay, sono infastidito dalla loro aggressività e petulanza. E’ la loro “excusatio non petita” che diventa “accusatio manifesta”. Se so che un film racconta un amore fra uomini, come “brokeback mountain”, semplicemente evito di vederlo. Gli psicanalisti dicono che questo mio imbarazzo è indice di omosessualità latente? Può darsi. D’altra parte gli strizzacervelli sono quella categoria di medici che se gli racconti di aver sognato un rapporto intimo con un ornitorinco, ti dicono che è normale. E bon. La Morace ha appena scritto un libro sul suo coming out, ed ora che è uscito lo reclamizza a pagamento nei salotti Tv, come tanti scrittori. Quello sì che è normale. Una normale ‘marchetta’.

collino@cronacaqui.ti

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