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IL REPORTAGE. A Rivoli e al San Giovanni Bosco di Torino

Ore 11, arriva l’Esercito. Triage e sospetti Covid nell’ospedale da campo

Il Martini e il Maria Vittoria tra le ipotesi di nuove aperture. Ancora caos e reparti al limite a Cirié, Chivasso e Settimo

La guerra contro il Covid è ricominciata e l’ordine di montare le prime tende è arrivato alle 11, nel piazzale del parcheggio all’ospedale di Rivoli. Poco meno di tre ore per concludere le operazioni, affidate all’efficienza di un manipolo di esperti alpini della Brigata Taurinense, cui nel pomeriggio è toccato lo stesso compito al San Giovanni Bosco di Torino e a Savigliano, domani al San Luigi di Orbassano, così come a Cuneo, ad Asti, Alessandria e Vercelli. Costruire un piccolo ospedale da campo, con decine di posti subito attivabili, che per ora faranno da triage verso il pronto soccorso, ma serviranno anche al ricovero di sospetti contagiati o dei malati “a bassa intensità”: 168 letti in più, nel complesso. Un supporto che la Regione potrebbe chiedere anche per Maria Vittoria e Martini.

«Siamo abituati a scenari più complessi, qui si è trattato di spostare un paio di fioriere» sdrammatizza con una battuta un ufficiale, ma l’ironia non sminuisce la consapevolezza. «Ci hanno chiamati e siamo qui, operativi. Questa è un’emergenza a tutti gli effetti».

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