Ora spuntano i docenti Covid

Fonte: Depositphotos

Precari, supplenti, di sostegno, di potenziamento, in graduatoria ma non di ruolo, di ruolo ma senza cattedra: ci vorrebbe molto più spazio per elencare tutte le categorie e sottocategorie prodotte da riforme e ordinamenti vari per i docenti italiani, ma quella varata dal ministro Lucia Azzolina ci mancava ancora, sono arrivati i «docenti Covid». Questa l’espressione usata dalla titolare dell’Istruzione a proposito degli insegnanti che saranno reclutati per far fronte alla nuova forma che assumerà la scuola a settembre: almeno 40mila, con precedenza per elementari e scuole dell’infanzia. Tutti assunti con contratto a tempo determinato, serviranno per le classi sdoppiate, perché lo scopo del ministero è ridurre il numero di ragazzi in aula, dunque oltre ai luoghi fisici, come dicevamo ieri, servono anche i docenti. Da notare bene, però, che se dovesse scattare un altro lockdown
questi «docenti Covid» saranno automaticamente sospesi dal lavoro e non percepiranno lo stipendio. Più precari dei precari, praticamente.
«Il ministero utilizza le persone e le scarica sistematicamente ogni dieci mesi» è stato il commento di Maddalena Gissi, segretaria della Cisl Scuola. E anche le altre sigle sindacali sembrano molto dure con il ministro, anche per via della questione sicurezza (non solo per le norme anti Covid) che di fatto viene affidata al personale non docente, anche questo in
numero drammaticamente insufficiente. Pare insomma che si navighi a vista, nonostante la garanzia di un aumento delle risorse e di un raddoppio delle assunzioni di docenti, il tutto entro la metà di agosto. Agli insegnanti, la sensazione di essere come al solito solo perdine intercambiabili.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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