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Il Borghese

Ora paghiamo gli errori altrui

La sanità territoriale (che da noi è un problema mai risolto) e la tragedia di chi soffre di un tumore, di diabete, di una cardiopatia grave. E di tutti quelli che hanno bisogno delle cure ospedaliere, che attendono un ricovero o soltanto un esame prescritto in nome della ormai dimenticata prevenzione.

Questioni gravi che i piemontesi stanno pagando sulla loro pelle se è vero che in 90mila stanno trovando le porte sbarrate negli ambulatori, in nome dell’emergenza Covid. E non basta: in questa pandemia che pare pure più virulenta di quella primaverile, c’è chi sta pagando un prezzo altissimo per aiutare i pazienti positivi, dentro e fuori dalle terapie intensive.

Sono i “camici bianchi” che oggi hanno svelato i loro drammi collettivi che si snodano tra le interminabili giornate in reparto e la notte nelle loro case, dove i famigliari vivono una sorta di isolamento che sa di confino. Più di 1.500 di loro, in un elenco che mescola infermieri e medici, sono già risultati positivi. Cinquecento almeno alle Molinette e in altri grandi ospedale, come ad esempio il Cto. Un numero impressionante che avremmo voluto fosse svelato da chi dirige la baracca sanitaria e non dai sindacati, ridotti a far da ufficio stampa di drammi collettivi.

L’ulteriore conferma, e non sarà l’ultima, dei nefasti errori della nostra sanità pubblica rimasta in piedi grazie al precariato e ai miracoli di chi sta dietro i pronto soccorso e che, prima del Covid, ci ha fatti sopravvivere con immensi sacrifici. E il fallimento di progetti come quello delle cure diffuse sul territorio, del potenziamento dei medici di famiglia, della ristrutturazione dei reparti. Tagli al bilancio e incuria. La “vacanza” estiva durante la quale si sarebbe dovuto attrezzare il comparto contro “Covid 2 la vendetta”, non è che un episodio. In estrema sintesi: ora paghiamo gli errori altrui.

fossati@cronacaqui.it

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