omicidi
Cronaca
LE INCHIESTE

Ora c’è Il Dna dei killer di cinque delitti. Riaperti i cold case degli ultimi 12 anni

I profili tra i 20mila nuovi casi inseriti nella Banca dati nazionale della direzione della Polizia Criminale

Ci sono anche sei cold case torinesi (cinque omicidi e un grave ferimento) tra i 20mila nuovi casi a cui sono stati associati precisi profili criminali nella Banca dati nazionale del Dna allestita presso la direzione centrale della Polizia Criminale del dipartimento della Pubblica Sicurezza del Viminale. Profili provenienti da scene del crimine, analizzati ed inseriti nel sistema informatico. Si tratta di uno strumento a disposizione di tutte le forze di polizia per abbattere tempi investigativi, sviluppare attività di indagine ed identificare gli autori di reati anche seriali. I profili del Dna raccolti riguardano persone interessate da un procedimento penale e da un provvedimento restrittivo della libertà personale disposto dall’autorità giudiziaria. È possibile, inoltre, procedere al confronto con i profili del Dna non identificati, acquisiti dai reperti biologici trovati sulla scena del crimine dalla polizia giudiziaria. Il primo dei sei casi riguarda l’omicidio di Luigia Mastrosimone (detta Gina), casalinga di 70 anni trovata cadavere il 30 ottobre 2008 nel suo appartamento in via Cherubini. Il corpo della donna era stato avvolto con un tappeto persiano. Sul tavolino del soggiorno c’erano due tazzine di caffé, sorseggiato dalla vittima poco prima di morire e, verosimilmente, dal suo carnefice.

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