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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Ora aiuti concreti per sopravvivere

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Un imprenditore muore, schiacciato dalle lamiere di un container che stava demolendo, insieme ai fratelli. Capita a Vinovo di prima mattina. Come a ricordarci, ancora una volta, che di lavoro si continua a morire. Proprio mentre si leva un allarme, purtroppo assai documentato, sul rischio che il 31 ottobre, quando finirà il blocco dei licenziamenti, ottantamila lavoratori del terziario potranno trovarsi senza un’occupazione. Licenziamenti per sopravvivenza, li chiamano gli imprenditori intervistati sullo stato di salute delle proprie aziende dall’Ascom Confcommercio di Torino in collaborazione con Format Research. Come dire che questa pandemia lunga e frammentata ha esaurito energie e risparmi e che gli aiuti di Stato sono stati esigui e troppo dilatati nel tempo. Ma quella dicitura “licenzia – menti per sopravvivenza” ferisce forse più delle tragiche conseguenza di una crisi industriale. Diventa sistema e di fatto dimostra come la ripresa che pur faticosamente si sta avviando non instilla fiducia nelle realtà che dal Covid hanno sofferto di più, con negozi, ristoranti, bar, alberghi costretti a una lunga serrata. Una situazione che Torino, ma aggiungerei il Paese perché noi non possiamo essere l’eccezione, non può accettare passivamente, visto che già almeno altri 20mila posti di lavoro sono andati spegnendosi l’anno passato. Serve una cura da cavallo per questo settore che di fatto vive con le vetrine sulla strada sia in centro che in periferia e che ha bisogno di soldi veri e a fondo perduto e, soprattutto, di un biennio bianco sotto il profilo fiscale. Provvedimenti che potrebbero spegnere, o almeno attenuare, questi tagli che andrebbero a colpire quasi un quinto della popolazione se si considerano i famigliari. E che, come fanno notare, altri segmenti produttivi si aggiungono all’a ut o mo t iv e che segna il passo e alla manifattura in generale. Mentre Draghi presenta il suo piano, fatto di risorse come mai abbiamo avuto, di progetti a lunga durata, ma con pochi cenni all’emergenza immediata, il qui e ora.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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