operazione volpe bianca
Cronaca
IL REPORTAGE

Operazione Volpe bianca degli alpini: prove di guerra nelle valli olimpiche

Allarme in Valsusa e Valchisone tra raffiche di mitra e caccia in volo, ma è un’esercitazione

L’obice 105/14 colpisce bersagli distanti 12 chilometri. Mentre le raffiche che risuonano in Val Susa e Val Chisone arrivano da fucili d’assalto Beretta Arx 160Si chiama “Volpe Bianca” ed è l’operazione di addestramento degli alpini in Via Lattea. Sestriere, Pragelato, Usseaux, Pian dell’Alpe, sono diventati teatro di una “guerra virtuale”, dove gli alpini simulano combattimenti con i paracadutisti americani e i cacciatori francesi. Truppe che convivono in un accampamento di 60 tende che può ospitare 400 persone, montato in 2 settimane. Prove di guerra, sulle valli di Torino 2006, che hanno allarmato i valsusini, i quali hanno visto le loro strade percorse da cingolati, mortai e un migliaio di uomini, e i loro cieli sorvolati da tornado ed elicotteri. E visto quello che accade in Ucraina, gli allarmismi sono cresciuti. Anche perché, proprio gli alpini, nell’est Europa si stanno già addestrando, in Lettonia, con la Nato.

Ma la guerra in Ucraina non c’entra, perché “Volpe Bianca” era in programma: 72esima edizione nell’anno del 150esimo compleanno del corpo. Saltata nel 2020 e nel 2021, torna quest’anno dove, purtroppo, la guerra sta seminando morte nell’est europeo. «Ci addestriamo a 2mila metri d’altezza – spiega il colonnello Francesco Cameli, capo del 3° Reggimento – dove ritroviamo un ambiente invernale con caratteristiche artiche. Quest’anno – aggiunge – la neve scarseggia. Per noi è peggio, perché la montagna è più dura e l’ambiente più aspro». Neve scarsissima, con l’ultima imbiancata a fine novembre, ma freddo pungente, a Pian dell’Alpe dove fischiano i fucili Arx 160. Nella fase “Steel Blizzard” è simulato un conflitto vero. Rossi contro blu, che si affrontano sfruttando elementi della Brigata informazioni tattiche, mortai, aerei, elicotteri.

Guerra simulata in un luogo che nel 1747 aveva visto la guerra vera, con la battaglia dell’Assietta. E ci sono pure i cingolati da neve Bv 206-S7 e 206-D. Mentre la contraerea, oltre all’obice 105/14, usa missili Stinger. Nomi che oggi i giovani conoscono dalla PlayStation con Call of Duty. In Val Susa e Val Chisone, invece, si fa sul serio, con armi vere e soldati che simulano condizioni estreme dormendo due notti all’addiaccio, a -15 gradi. Ma gli alpini salvano anche gli sventurati dalle valanghe, con la Finanza, in operazioni spettacolari dove gli elicotteri Ch47 e Ab205 scendono a bassissima quota al punto che, per fotografarli, si rischia di essere trascinati via dalla folata di vento. Tra un’operazione e l’altra, si mangia anche. Cucina con capacità di 500 razioni. In caso di guerra, il campo può sopravvivere, senza aiuti, per otto mesi.

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