(foto di repertorio).
Cronaca
Trecento perquisizioni effettuate in tutta Italia, 150 gli indagati

Operazione Rio Occulto: sgominato vasto traffico di farmaci dopanti provenienti dal Portogallo

Due le persone finite in manette. Una è di Torino: nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato 320 fialette di nandrolone

Sgominato un vasto traffico di farmaci dopanti. Due le persone finite in manette. I Nas di Treviso con il coordinamento della procura di Padova hanno scoperto e smantellato una illecita commercializzazione di farmaci e sostanze dopanti provenienti dal Portogallo. Oltre 300 perquisizioni, effettuate in tutto il territorio nazionale, hanno portato all’arresto di due persone, una risultata residente a Torino, l’altra ad Ancona. Nelle loro abitazioni, i carabinieri hanno trovato numerose fialette di nandrolone (320 nel primo caso, 100 nel secondo).

DENUNCIATE 150 PERSONE, SEQUESTRATA MERCE PER UN MILIONE DI EURO
Nel corso del maxiblitz denominato in codice “Rio Occulto“, i militari dell’Arma hanno denunciato, complessivamente, 150 persone mentre nel solo 2016 oggetto di indagine, hanno scoperto e sequestrato oltre 900 chilogrammi di sostanze vendute e spedite in tutta Italia per un valore che supererebbe il milione di euro.

SOTTO LA LENTE ANCHE GLI ACQUIRENTI DEI FARMACI
Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori sono finiti anche tutti i soggetti che nell’arco dell’anno appena trascorso hanno acquistato farmaci illeciti, dopanti e irregolari su due siti portoghesi. Si tratta di “medicinali”, si legge nella perizia medica, “in via di sperimentazione clinica, non autorizzati o ancora prodotti guasti e/o imperfetti di appurata pericolosità per la salute umana”.

FATTE 1.500 SPEDIZIONI PER ALMENO 300 SOGGETTI  
Gli acquirenti, almeno 300 soggetti per 1.500 spedizioni complessive, in un caso anche di 65 chilogrammi di peso, sarebbero singoli individui, sportivi professionisti o amatoriali ma anche di palestre e circoli sportivi. Le indagini proseguiranno ora per verificare se gli enti sportivi coinvolti abbiano a loro volta venduto o procurato le sostanze per conto dei propri iscritti.

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