Matilda
Cronaca
IL CASO Il pg Tatangelo chiede di assolvere Cangialosi

Omicidio di Matilda: «Non ci sono prove, giustizia sconfitta»

«Se fossi un giudice non potrei condannarlo. E avrei fatto la stessa cosa per Elena Romani»

«Anche io, come tutti i magistrati che mi hanno preceduto, ho cercato di capire questa vicenda terribile. Tutti vogliamo capire chi è stato. E inevitabilmente viviamo come una sconfitta personale e del sistema della giustizia il fatto che dopo 13 anni non si riesca a dirlo. Ma condannare un innocente per trovare un colpevole sarebbe ancora peggio».

A parlare, al termine di una requisitoria di cinque ore e mezza, è il procuratore generale Marcello Tatangelo, l’uomo che chiede di assolvere rivolgendosi ai giudici della prima corte d’Assise d’Appello è Antonino Cangialosi.

E la “vicenda terribile” che dopo 13 anni, secondo il pg, è destinata a rimanere senza colpevoli è la morte di Matilda Borin, uccisa a 22 mesi da una calcio alla schiena nella villa di Roasio in cui c’erano soltanto la mamma, Elena Romani, e il suo ex che ora siede sul banco degli imputati.

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