Abdul Wasi Rahraw Omarzad
Cronaca
LA STORIA

Omarzad al Castello di Rivoli: l’incubo afgano per lui è finito

Il noto artista e professore della Kabul University è in arrivo in Italia

È una di quelle storie belle da leggere e da raccontare. Una storia a lieto fine anche se, purtroppo, si lascia dietro ancora tanta tristezza per una situazione, quella dell’Afghanistan, molto lontana dall’essere risolta dopo l’insediamento dei Talebani lo scorso agosto che ha fatto ricadere il paese, a partire da Kabul, in uno stato di violenza, terrore e povertà. Si pensa che a metà del 2022 il 97 per cento della popolazione vivrà sotto la soglia di povertà, per non parlare della situazione delle donne.

Un regime di paura, dal quale è riuscito a venire fuori, però, il professor Abdul Wasi Rahraw Omarzad, artista, curatore, scrittore e professore alla Kabul University, grazie all’impegno del ministero degli Affari Esteri e il ministero della Cultura con i quali ha lavorato attivamente anche il Castello di Rivoli che proprio ieri ha comunicato l’annunciato dell’arrivo di Omarzad in Italia.

«Il Museo d’Arte Contemporanea di Rivoli si riconferma come luogo di dialogo, confronto e mediazione, ospitando Rahraw Omarzad, editor, professore e direttore del Center for Contemporary Arts di Kabul, l’unico museo dedicato all’arte contemporanea in Afghanistan – spiega la presidente Francesca Lavazza – . Il professor Omarzad, con la sua esperienza e con il suo background accademico, non potrà che aiutarci ad arricchire la nostra conoscenza della cultura artistica afghana contemporanea». E insieme a Omarzad giungono in Italia anche la moglie, l’artista Manizh Nasrullah Omarzad, le loro figlie Worangha e Yousra Omarzad e la sorella Maliha Salam. Rahraw Omarzad è un artista che utilizza la fotografia e il video per ritrarre la società afghana; è stato il fondatore e caporedattore di Gahnama-e-Hunar, l’unica rivista d’arte nel paese, fondata nel 2000 assieme ai suoi studenti, nonché fondatore dello spazio non-profit CCAA Center for Contemporary Arts Afghanistan di Kabul nel 2004, l’unico centro per l’arte contemporanea nel paese con spazi espositivi, una scuola d’arte e una biblioteca d’arte.

«Ho avuto il piacere di lavorare con il professore Omarzad nel 2010-2012 – afferma il direttore del Castello di Rivoli Carolyn Christov-Bakargiev – in occasione di dOCUMENTA (13) a Kabul, la prima mostra internazionale d’arte nel paese dopo la caduta del primo regime Taliban (1996-2001, ndr), visitata da 27.000 persone; sempre nel 2012 ho esposto la sua opera Gaining and Losing a Kassel, che è stata vista da 905.000 visitatori. Inoltre Omarzad ha proposto molti giovani artiste e artisti provenienti dal suo Ccaa ai workshop che abbiamo organizzato a Kabul. Pertanto, se fosse rimasto in Afghanistan dopo l’arrivo dei Taliban a fine agosto 2021, Omarzad sarebbe stata una persona particolarmente esposta per vari motivi tra cui il fatto di avere creato un centro artistico per lo sviluppo della cultura artistica contemporanea».

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