Muro
Il Borghese

Oltre i paraventi

Siamo stati i primi a raccontare come l’area dell’ex cimitero di San Pietro in Vincoli e del canale dei Molassi fosse stata trasformata in un bazar senza regole e senza controlli. Decine e decine di servizi, settimana dopo settimana, con gli abusivi che prendevano il controllo del piazzale già dal venerdì notte sotto gli sguardi sempre più esasperati dei residenti. Ieri mattina, questa vergogna è stata cancellata dall’intervento delle ruspe che hanno sistemato i new jersey di cemento e dalle forze dell’ordine a circondare il Balon.

Una buona notizia, indubbiamente. Ma che merita due ragionamenti. Il primo riguarda le tempistiche: l’ordinanza di sgombero di Molassi e San Pietro in Vincoli venne emessa dal Comune alla fine di dicembre dello scorso anno. Dieci mesi fa, dieci mesi di un’illegalità di fatto accettata. La domanda viene da sé: ma i new jersey non potevano essere sistemati allora, prima che il problema del suk si incancrenisse ulteriormente? E comunque, quella di alzare muri è una ricetta già ampiamente adottata dalla nostra Amministrazione.

Ma più di una cura, finora si è trattato di paraventi di cemento che avevano l’unica funzione di sigillare i problemi e di nasconderli agli occhi. Volete un esempio? La barriera che costeggiava la pista ciclabile di lungo Stura Lazio per dividerla dalle macerie e dai rifiuti della baraccopoli rom abbattuta dall’allora giunta Fassino. Per gli abusivi del suk, la giunta Appendino ha già studiato una soluzione, regolarizzandoli nell’area attrezzata di via Carcano.

Ma oltre le persone ci sono anche i luoghi. Perché da ieri, San Pietro in Vincoli è diventato un altro, l’ennesimo, vuoto urbano di Torino. Un buco che dovrà essere riempito con qualcosa di utile per la comunità, se non si vuole che a tornare sia una giungla senza regole.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo