IL CASO

Oltre 400 profughi inviati in Piemonte: «Il 10% è positivo al tampone Covid»

Per l’assessore Icardi il numero dei contagi è raddoppiato in pochi giorni: «Lo dobbiamo ai migranti»

Altro che 156. Sarebbero più di 400, infatti, i migranti che il Viminale ha destinato al Piemonte dopo l’impennata di sbarchi sulle coste della Sicilia. Non solo. Almeno il 10% dei 190 profughi sottoposti all’esame del tampone nasofaringeo avrebbe avuto esito positivo. Ovvero, la conferma del contagio, arrivata anche per 19 stranieri accolti tra Settimo e Torino.

Sul numero di arrivi manca una conferma ufficiale dal Viminale, ma la cifra sarebbe stata comunicata al governatore Alberto Cirio durante l’ultima riunione di Giunta. A poche ore dall’invio di una lettera che chiedeva al ministro Luciana Lamorgese di interrompere l’invio di altri migranti in Piemonte. A certificare l’esito degli esami è stata invece l’Asl Città di Torino, incaricata dei controlli sui migranti solo dopo il loro arrivo in città.

In particolare, sui 42 ospiti della struttura in strada della Pellerina sono stati trovati 4 soggetti positivi, mentre gli altri 15 si trovano in quarantena presso il centro di accoglienza della Croce Rossa di Settimo Torinese. I richiedenti asilo sono stati trasferiti mercoledì dal centro di identificazione di Agrigento. Tutti i soggetti erano stati sottoposti al test sierologico prima della partenza dalla Sicilia. Al termine degli accertamenti, per i migranti infetti è subito scattata la procedura d’isolamento per evitare l’espandersi di un focolaio.

La collaborazione tra Prefettura e Asl ha permesso di organizzare le operazioni di “screening” con la massima tempestività, entro dodici ore dall’arrivo, in modo da individuare rapidamente i positivi e organizzare così le necessarie operazioni di isolamento. Un fenomeno, l’arrivo dei migranti in Piemonte, che in questi giorni ha scatenato dure polemiche e acceso il confronto tra Cirio e l’Ordine dei Medici, che aveva accusato il governatore di aver mostrato un atteggiamento «fuorviante e scorretto» per aver sollevato la questione sanitaria con l’obiettivo di ridurre l’assegnazione di migranti da parte del ministero.

Secondo Cirio, «sui migranti il problema è il metodo: non è possibile che non ci venga chiesto un parere preventivo prima che queste persone vengano inviate in Piemonte perché poi la programmazione sanitaria spetta a noi. Se poi i migranti scappano, anche uno può diventare un problema. Ora mi hanno detto in via informale che non staranno più inviati migranti in Piemonte, attendiamo l’ufficialità».

Sul punto è intervenuto anche l’assessore Icardi. «Nell’ultima settimana, l’incremento dei casi positivi al Covid in Piemonte è passato da circa 35 a 70. Insomma è raddoppiato, per quanto si tratti sempre di casi monitorati e controllati. E l’incremento è dovuto soprattutto ai migranti. Non si tratta di una questione politica».

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