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Dal 2008 a oggi il lento declino dell’industria

Oltre 32mila posti persi e 370 imprese in meno: «Così muore l’indotto»

La fotografia del settore auto nello studio della Fiom. E ora la paura maggiore è lo sblocco dei licenziamenti

Un lungo elenco di nomi di aziende, con accanto il numero degli addetti impiegati nel 2008 e, nella colonna successiva, quello dei dipendenti di oggi. Una terza voce poi indica se le ditte sono ancora aperte. Quelle che non ce l’hanno fatta sono evidenziate in giallo e, pagina dopo pagina, il conto delle chiusure è impietoso. Giallo, è quasi tutto giallo. Secondo uno studio condotto da Fiom Cgil sul declino della città dell’auto negli ultimi 12 anni, il numero delle aziende è sceso da 949 a 579, con una riduzione del 39% (370 unità). In particolare, le imprese legate al mondo dell’automotive hanno subito una sforbiciata del 41,9%, passando da 346 a 201, tra città e provincia. Per mettere nero su bianco i numeri che sanciscono «il declino della Torino industriale in cifre» sono state analizzate 948 imprese, appartenenti a 13 diversi macro settori, per un totale di 120mila addetti. Dal 2008 al 2020 sono si contano oltre 32mila posti di lavoro andati in fumo (-27,2%): da 119.222 addetti a 86.848 e il settore dell’auto anche in questo caso domina incontrastato, con un calo di 18.454 posti (-29,6%).

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