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Cronaca
CORSO SALVEMINI

Oltre 300 firme contro i rom: «E ora cacciate gli abusivi»

Dopo le occupazioni si sono mobilitati gli inquilini delle case popolari

I primi veicoli sono arrivati a Natale del 2019. Un camper, poi un altro, poi le roulotte. E un alloggio Atc è anche stato occupato. «È una situazione vergognosa», commenta Enrica Rorato, una di quei residenti di corso Salvemini che, da un anno e mezzo, convive con il mini-accampamento di nomadi. Così i condomini che abitano nei palazzoni popolari e altri cittadini di zona hanno raccolto 309 firme, presentate ieri al Diritto di tribuna. La richiesta, scritta sulla petizione, è “il ripristino delle condizioni di sicurezza e legalità”. I firmatari lamentano precarie condizioni igienico-sanitarie dovute alla sporcizia, anche nel giardino Nicholas Green, raid ai danni delle auto e denunciano, appunto, l’occupazione irregolare di un appartamento, mentre un’altra era stata sventata proprio dall’intervento dei residenti che avevano chiamato la polizia. «I guai – dicono i sottoscrittori – sono iniziati dopo lo sgombero del Ferruccio Novo di corso Cosenza. I nomadi sono andati in via Sanremo, poi in corso Tazzoli e ora ce li ritroviamo qui». Dunque, per i residenti il “problema zingari” continua ad essere spostato e mai risolto. Una grana, quella dei rom a Città Giardino, di cui la politica si era già occupata, sia in circoscrizione Due che in consiglio comunale. Ieri, a farsi portavoce delle istanze dei cittadini, c’era Giuseppe Genco, consigliere alla Due. «Non si tratta di razzismo – precisa –, perché i condomini 32 anni fa avevano aiutato per anni una comunità rom insediatasi vicino alla Cascina Roccafranca. Ma qui si parla di occupazioni abusive, sporcizia e persone che non vogliono integrarsi. E da un anno e mezzo le istituzioni non intervengono». Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati, chiede che la normativa regionale sui sequestri di camper «venga applicata fino in fondo. Questa situazione non può più essere tollerata».

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