Aleksander, 41, presses his palms against the window as he says goodbye to his daughter Anna, 5, on a train to Lviv at the Kyiv station, Ukraine, Friday, March 4. 2022. Aleksander has to stay behind to fight in the war while his family leaves the country to seek refuge in a neighboring country. (AP Photo/Emilio Morenatti)
Cronaca
Il procuratore Avezzù: «Numeri pazzeschi»

Oltre 200 orfani ucraini scappati dalle bombe già accolti in Piemonte

Per ogni minore non accompagnato va assegnato un tutore. I genitori in molti casi sono rimasti in patria a combattere

Sono fuggiti dalla guerra soli. Oppure affidati a una zia, a un amico, a un prete o al personale di un Onlus che li ha portati lontano dalle bombeBambini e ragazzini che hanno varcato la frontiera dell’Ucraina senza genitori. Uno dei drammi più atroci, in questa guerra che ogni giorno svela nuovi orrori, è quello delle famiglie spezzate. Con un vero e proprio esodo di minori non accompagnati. Orfani, anche se solo sulla carta, di madri e padri rimasti a casa a combattere, oppure ad assistere i malati e i feriti negli ospedali. È di loro che si stanno occupando i magistrati torinesi. Ed è un lavoro straordinario quello che si sta facendo. In qualità e quantità. Visto che, come spiega il procuratore dei minori, Emma Avezzù, «i numeri sono altissimi, pazzeschi». Ieri pomeriggio, alle 16, i casi finiti sul suo tavolo erano 219. E questa mattina, come avviene quotidianamente da settimane, ne arriveranno altri.

Le situazioni sono diverse. Ma per tutti va nominato un tutore. «Ci sono minori che arrivano da parenti che vivono già in Italia da tempo, soprattutto nonne e zie che fanno le badanti. Per questi si tratta di provare la parentela, e la nostra linea, verificato che siano soggiornanti di lungo periodo, senza precedenti penali, è quella di chiedere al tribunale di confermare la collocazione da questi famigliari che secondo noi potrebbero essere nominati tutori». Secondo caso: «Minori che vengono accolti da strutture di volontariato o conoscenti, partiti dall’Ucraina con un parente diverso dai genitori. Di separare il nucleo – precisa Avezzù – non se ne parla, ma per la nomina del tutore secondo me sarebbe opportuno nominare qualcuno che sappia muoversi nella burocrazia, che sappia la lingua, che possa tenere rapporti con la questura, con le scuole». Terza ipotesi: «I bambini che in Ucraina vivevano in case famiglia. In base al diritto internazionale, il direttore di queste strutture, che i bambini soventi chiamano “mamma”, deve essere indicato come tutore». In questi casi, però, «come Procura riteniamo debba essere nominato un pro-tutore, non per controllo o per portarli via dal gruppo di cui facevano parte, ma per facilitare le pratiche con la questura, per la scuola, per le vaccinazioni». L’ultima ipotesi è quella di un minore totalmente abbandonato. «Che però non si è ancora verificata, ed è l’unico caso in cui verrebbe valutata una ipotesi di adottabilità».

A Torino, per ospitare minori non accompagnati, è stata individuata la cascina Torta in strada del Drosso. «L’ho visitata martedì con l’assessore Caucino – spiega Avezzù -, al momento ospita soltanto bimbi con le mamme, alcuni molto piccoli. Qualcuno più grandicello, se possibile, sta continuando a fare scuola in Dad collegato con l’Ucraina». Nei prossimi giorni potrebbero aggiungersi minorenni senza genitori.

Per quanto riguarda i 219 già arrivati in Piemonte, le storie sono diverse. «Ci sono quelli affidati ad altre mamme dalle madri rimaste a casa. Alcune perché sono nell’esercito. Altre perché sono medico, infermiere e sono dovute rimanere lì perché svolgevano una attività e non potevano allontanarsi. E poi ci sono quelli che erano già in affidamento a comunità in Ucraina, in qualche caso con un provvedimento di decadenza dei genitori. Anche per loro, ripeto, noi non abbiamo l’idea di aprire procedure di adottabilità per loro». I tutori nominati dal tribunale, al momento, sono soprattutto figure istituzionali. «Perlopiù direttori dei servizi sociali». Ma i numeri sono in continua crescita. «E si sta vedendo se ci sia la disponibilità da parte di avvocati che già facciano i curatori».

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