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Buonanotte

Olivia si tocca le olive

Ieri circolava sui social la notizia che era morta a 103 anni Olivia De Havilland, l’ultima interprete ancora viva del mitico film “Via col vento” , diretto nel 1939 dal regista Victor Fleming. L’abbiamo visto tutti, quel film, e anche più d’una volta. Vinse otto Oscar e diversi altri premi. Fu campione d’incassi per 25 anni e lo sarebbe ancora oggi rivalutando i suoi introiti. La De Havilland interpretava la dolce Melania. Vivien Leigh era la focosa Rossella O’Hara, e il rude e affascinante Rhett Butler era impersonato da Clark Gable. La notizia è che Olivia non è affatto morta. Sta benissimo. Non è la prima volta che sui social si sparge la voce della morte di questo o quel personaggio noto, e poi la cosa risulta falsa. I più scafati vanno subito a controllare su Google. I più ingenui si precipitano a commentare in un profluvio di R.I.P. e faccine lacrimanti e frasi di circostanza. Non so cosa cambi, per chi l’ammira, sapere Olivia viva o morta. Non è che ci si possa aspettare altri exploit artistici da lei. Ma preferiamo saperla viva, vorremmo che tutti restassero vivi, per allontanare l’idea della morte da noi stessi. Purtroppo non è possibile. Catlin-a passa da tutti, e gli esorcismi sono vani. Se il grande pilota di F1 Michael Schumacher fosse morto lo amereste di più di quanto lo amate adesso che è vivo, ma è peggio che se fosse morto, ridotto com’è a un vegetale dall’incidente di sci? Eppure è così. Lo preferiamo tutti “vivo” perché da vivo può succedere un miracolo, da morto no. La morte è un taglio netto. Ha un prima e un dopo, e il dopo è irreversibile. Come disse, con diverse parole, Jacques Chabannes de la Palice, altrimenti noto come Lapalisse.

collino@cronacaqui.it

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