impianto bob piemont
Cronaca
IL FATTO

Olimpiadi, il Piemonte ci riprova: «Siamo pronti a riattivare il bob»

L’impianto di Cortina costa troppo e la Regione propone un’alternativa al Governo

Le speranze sono poche ma il Piemonte non le ha ancora del tutto accantonate. Nei giorni scorsi, sono venute a galla le difficoltà degli organizzatori di Milano-Cortina 2026 di realizzare il costoso impianto del bob, con tanto di idea di utilizzare quello già attivo di Innsbruck, in Austria. Immediata la reazione della Regione Piemonte, che si è resa disponibile per un’alternativa: restaurare e riaprire l’impianto di Cesana costerebbe molto meno che realizzarne uno nuovo a Cortina e consentirebbe di non “esportare” all’estero parte delle Olimpiadi italiane.

Per un breve momento si è dunque riaccesa la possibilità di ospitare un evento come quello del 2006. Il Governo però per ora non pare intenzionate ad accantonare il progetto Cortina ma intanto si è riaccesa la speranza dei sindaci delle Valli Chisone e Susa. Tra questi c’è anche il sindaco di Pragelato, Giorgio Merlo, che tuttavia ha messo le mani avanti, riportando sotto i riflettori un’altra annosa questione. «Si è parlato della possibilità che il Piemonte potesse ospitare le gare di bob in quanto il Veneto potrebbe non riuscire a finire in tempo. Certo, sarebbe bello, noi abbiamo un impianto adatto a Cesana, ma prima che il discorso vada avanti, abbiamo ancora tutto il discorso del post olimpico 2006 da risolvere che comprende anche i trampolini di Pragelato». Una situazione diventata sempre più inspiegabile ed insopportabile agli occhi di Amministratori e di cittadini a oltre 16 anni dalla fine dei giochi olimpici di Torino 2006«I due impianti sportivi – continua il sindaco – richiedono interventi definitivi riparatori, seppur massicci ed importanti. Se si devono fare delle scelte importanti in vista delle prossime Olimpiadi invernali si deve tenere in considerazione che sul territorio bisogna risolvere sempre due problemi e non uno solo. Ci auguriamo che gli enti affrontino la soluzione in simultanea».

A sostenere questa necessità anche l’ex sindaco di Sestriere e consigliere regionale, Valter Marin: «Il bob credo sia stato utilizzato nel 2008 l’ultima volta, mentre i trampolini nel 2011. Per me quelle del 2006 sono state davvero le Olimpiadi più belle di sempre, sarebbe un grande risultato poterle ospitare di nuovo, ma occorre prima ragionare con il Governo su come riqualificare entrambi gli impianti».

Insomma, prima della proposta occorre risolvere i problemi in casa. Intanto dopo le dichiarazioni del presidente veneto, Luca Zaia, dalla Regione confermano che il Piemonte si è effettivamente dichiarato disposto «a collaborare qualora ce ne fosse necessità per dare un supporto alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026». All’orizzonte comunque non si intravede neanche la possibilità che la Regione possa intervenire sulla pista di Cesana. Anche nell’improbabile caso in cui dovessero arrivare le prossime Olimpiadi, a farsi carico delle spese dovrebbe essere Roma. «Economicamente non è conveniente – ribadisce l’assessore Fabrizio Ricca -. Servirebbero dai 10 ai 15 milioni di euro per rifare l’impianto che sarebbe di fatto sfruttato per una sola gara. Sono costi insostenibili, a meno che non intervenga il Governo stesso. Ora noi abbiamo obiettivi diversi, soprattutto che riguardano eventi e gare internazionali sul ghiaccio».

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