Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala
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LA POLEMICA

Olimpiadi, doccia fredda per Torino. Sala chiude la porta: «È troppo tardi»

Lo stop alla proposta Lo Russo-Cirio di risalire sul treno dei Giochi Milano-Cortina 2026

Neanche il tempo di iniziare a sperarci, che il sogno olimpico sembra sfumare tra le dita. A gettare acqua sull’entusiasmo del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio che, insieme al neo eletto sindaco Stefano Lo Russo, auspicava di poter rientrare in qualche modo nel progetto dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, ci ha pensato la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali. «Estendere le Olimpiadi anche in Piemonte? Non ci sono valutazioni al riguardo al momento» spiega con timidezza la sottosegretaria, ieri a Torino in occasione della conferenza stampa di presentazione delle Atp Finals di tennis.

A chi le chiede se i sogni della nuova coppia politica Cirio-Lo Russo siano realizzabili, lei risponde con garbo che non ci sono progetti in campo. «A metà novembre verrà ufficializzato il commissario e amministratore delegato di Milano-Cortina 2026 – spiega la sottosegretaria -. Questo significa che si potranno concretizzare i progetti». In altre parole, nessuno ha ancora preso minimamente in considerazione Torino per allargare la partita olimpica. «Torino ospiterà le Universiadi 2025, che è una sorta di “mini Olimpiade” – indora la pillola Vezzali, sotto lo sguardo attento di Cirio -. A seguire ospiterà i giochi Mondial Special Olimpic. C’è una grande attenzione verso la città» assicura.

A mettersi di traverso poi è il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. «È troppo tardi» spiega a margine dell’evento a sostegno del Ddl Zan, ieri al teatro Elfo Puccini di Milano –. Il Piemonte ha avuto l’occasione con Torino di farlo al momento giusto, ma per una serie di ragioni non hanno voluto esserci e adesso non possiamo rimettere in discussione tutto». E ancora: «Nella mia cultura c’è sempre un tempo per discutere, uno per agire, un tempo per decidere e un tempo per fare. Adesso siamo solo nel tempo del fare». Nel frattempo, anche il governatore del Veneto, Luca Zaia rivendica scelte «legate al suo territorio».

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