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IL CASO

Olimpiadi, adesso Torino spera anche nell’hockey

Oggi l’incontro tra Salvini e il Comitato organizzatore dei Giochi invernali 2026, ma si attende il Cio a Losanna

Sono le ore della verità. Quelle in cui il Cio si prepara a prendere una decisione definitiva sulle Olimpiadi invernali del 2026 già assegnate a Milano e Cortina, per cui Torino potrebbe tornare in pista non soltanto con lo “speed skating” all’Oval ma anche con le gare di hockey al Palavela, sempre che a rinunciare sia Trento, con Baslega di Piné, oltre al capoluogo lombardo che, a quanto pare, non sarebbe in grado di ospitare una delle specialità più attrattive per il pubblico a “cinque cerchi”. Da qui il procrastinare di una decisione che, entro la fine del mese, dovrà essere formalizzata, mentre crescono l’attesa e le aspettative all’ombra della Mole Antonelliana. Non a caso, nei giorni scorsi, il presidente del Cus Torino, Riccardo D’Elicio, si era sbilanciato a candidare proprio l’Oval come impianto ideale per un “test event” in vista delle gare dell’anno successivo. Farlo ripartire a pieno regime potrebbe costare attorno ai dieci milioni di euro, praticamente, un quinto di quanto andrebbe a spendere Cortina. Ma a far gola, adesso, sarebbero anche quelle di pattinaggio, che la Mole potrebbe “scippare” alla Madonnina. Nulla di ufficiale ma, a quanto pare, uno dei punti all’ordine del giorno del vertice che il vicepremier Matteo Salvini dovrebbe avere nelle prossime ore con il Comitato organizzatore dei Giochi. Una “cabina di regia” già prevista che potrebbe confermare alcune delle speranze di Torino, su cui nei giorni scorsi con il quotidiano “Dolimiti” si era sbilanciato il presidente di Federghiaccio Piemonte, Renato Viglianisi, aprendo a qualche speranza in più e per il quale Torino «potrebbe avere più frecce al proprio arco» guardando a servizi e università. A lasciarsi andare non ci pensa nemmeno il presidente del Coni, Giovanni Malagò. «Ho letto tante cose, sono state fatte varie ipotesi» aveva commentato lo scorso mercoledì a Milano. A tentate di mantenere in Trentino lo “speed skating” è stato, nei giorni passati, il sindaco di Baselga di Pinè, Alessandro Santuari. «Lavoriamo per progetti operativi da subito perché non possiamo accontentarci di promesse sul futuro» aveva sottolineato ribadendo che le Olimpiadi siano «un’occasione da non perdere». Nonostante costi già preventivati per almeno 60 milioni di euro. Cinquanta in più di quanto potrebbe costare a Torino.

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