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I 10 punti di Carretto e Paoli

Olimpiadi 2026, il M5S punta i piedi: “No soldi pubblici per candidatura bis di Torino”

I pentastellati stilano il decalogo per dire sì ai giochi. Il documento prende a modello l’edizione di Los Angeles ’84, evento senza finanziamenti pubblici

“Le uniche Olimpiadi sostenibili sono quelle in cui si passa da investimenti pubblici e guadagni privati a investimenti privati e guadagni pubblici”. E’ il fulcro dei “10 punti per dire si alle Olimpiadi 2026” elaborati dai consiglieri comunali M5S di Torino Damiano Carretto e Maura Paoli, e condivisi da altri colleghi come Daniela Albano, Viviana Ferrero e Marina Pollicino, che sono stati illustrati “agli attivisti del M5S torinese – spiega Carretto su Facebook – e ai nostri colleghi M5S consiglieri dell’area metropolitana, della Città Metropolitana e della Regione”.

PRESI A MODELLO I GIOCHI DI LOS ANGELES 1984
Il documento prende a modello le Olimpiadi di Los Angeles ’84, “evento senza finanziamenti pubblici che chiuse con un attivo di 220 milioni di dollari”, ricorda Carretto. Questo, per il gruppo di consiglieri che non hanno mai nascosto la contrarietà a un bis olimpico come Torino 2006, “l’unico modo per realizzare Olimpiadi realmente sostenibili per l’Italia. Ricordiamo – aggiungono – che le Olimpiadi sono un evento di interesse nazionale organizzato da una fondazione privata, il Cio”.

RICHIESTO INDENNIZZO AL CIO
Al secondo punto del decalogo dei consiglieri Carretto e Paoli la richiesta di un indennizzo da parte del Cio di 500 mln in 3 anni alla Città di Torino “da utilizzare per un piano di edilizia residenziale pubblica”. Seguono il “no a leggi obiettivo o procedure speciali” e alle “inutili opere connesse”, la richiesta dell’utilizzo degli impianti esistenti “previo indennizzo all’ente proprietario” e che eventuali ristrutturazioni o dismissioni siano sostenute “da fondi privati”.

LE ALTRE RICHIESTE PREVISTE NEL DECALOGO
Inoltre, pagamento dell’occupazione del suolo pubblico ai Comuni che ospitano le gare. E, ancora, “pista di bob e trampolini acquistati dal Cio o da comitato organizzatore privato con indennizzo alle valli olimpiche, ristrutturati con fondi privati e gestione post olimpica privata con rinaturalizzazione delle aree in caso di dismissione”. Chiesti infine “rispetto dei vincoli ambientali”, “progettazione partecipata”, “garanzia di equo compenso ai lavoratori e ingresso gratuito alle gare per le fasce deboli” e “cessione gratuita ai Comuni ospitanti dei villaggi da riutilizzare per residenzialita’ pubblica o universitaria”.

“SI DISCUTE MA NESSUNA POSIZIONE UFFICIALE”
In ogni caso “il MoVimento 5 Stelle Torino non ha ancora espresso la propria posizione ufficiale a tema Olimpiadi 2026. La discussione sta avvenendo in questi giorni ed auspichiamo che si possa arrivare a un punto in comune tra le diverse parti” è stata la precisazione della capogruppo in Sala Rossa dei pentastellati, Chiara Giacosa, che ha poi aggiunto “qualsiasi  posizione espressa singolarmente non rappresenta quella del gruppo”.

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