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Istruzione
IL FATTO

«Occuperemo tutte le scuole di Torino». Scatta l’autogestione anche al Cattaneo

Gli studenti in corteo annunciano nuove occupazioni degli istituti scolastici la prossima settimana

«Occupiamo tutte le scuole di Torino». Era uno dei tanti cori gridati ieri al megafono dalla folla di studenti in corteo per le vie del centro per protestare contro l’alternanza scuola lavoro. Una “minaccia” che sta trovando già conferma. Prima nell’occupazione della palestra del liceo Gioberti e ieri con altri 400 studenti che si sono impossessati del cortile del liceo Cattaneo in via Sostegno riunendosi in assemblea. Nell’arco della mattinata i ragazzi hanno tenuto laboratori di discussione. Argomento centrale il mancato dialogo fra studenti e istituzioni. E se questa rappresenta un’azione simbolica, dal prossimo lunedì potrebbero partire occupazioni vere e proprie.

Il liceo D’Azeglio, Gabetti, Passoni, Primo Liceo Artistico, e gli istituti Steiner e Bodoni-Paravia. Sono solo alcuni dei nomi delle scuole, trapelati dai ragazzi in prima linea nel corteo, che potrebbero venire occupate. «Da lunedì partiranno nuove occupazioni e non ci fermeremo fino a quando l’alternanza scuola-lavoro non verrà riformata, con commissioni paritetiche, salari per gli studenti e controlli sulla sicurezza» sottolinea Pietro Boero, studente del Regina Margherita. La memoria di Lorenzo Parelli, il 18enne morto schiacciato da una trave in provincia di Udine nell’ultimo giorno di stage è più vivo che mai.

«Devono prendersi le responsabilità per la morte di un ragazzo che è morto per le loro decisioni. Noi a scuola non vogliamo morire» sottolinea al megafono Sara Munari, una dei capi della manifestazione, organizzata da Fronte della Gioventù Comunista, Ksa, Last e Consulta studentesca. Oltre al Pcto (Ex alternanza scuola lavoro), nel mirino degli studenti è entrata anche la Dad: «Vogliono farci pagare per colpe che non sono nostre, non possono chiamare “fruttuosi” gli anni di Dad quando la metà degli studenti in Italia non ha avuto accesso ai device» protesta Federico Bernardini, presidente della consulta studentesca di Torino.

A suscitare grandi proteste sono anche i programmi scolastici, giudicati «desueti» dagli studenti. «L’educazione civica e l’educazione sessuale sono due temi che non vengono presi seriamente a scuola, mentre sono fondamentali per la nostra formazione» sottolinea Omar, uno studente del liceo linguistico Gioberti. «Per tutti questi motivi – spiega Pietro Mazzucco del Fgc -, se domani (oggi ndr) non verranno presi provvedimenti nell’assemblea nazionale a Roma, in cui si affronterà anche la maturità, da lunedì occuperemo altre scuole».

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