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Cronaca
IL FATTO

Nuovo assalto No Tav: in 70 contro il cantiere, respinti coi lacrimogeni [LE FOTO]

Sassi, petardi e fuochi d’artificio a San Didero

Un anno fa i No Tav venivano sgomberati dall’area di San Didero per consentire agli operai di aprire il cantiere del nuovo Autoporto, la cui realizzazione è collegata a quella della Torino-Lione. E ieri notte i manifestanti hanno deciso di “celebrare” la ricorrenza con un nuovo assalto proprio a quel cantiere.

Martedì sera, alcune decine di No Tav si sono dati appuntamento per un “apericena condiviso” nei locali del nuovo presidio, sorto sempre un anno fa a non molta distanza dall’area del cantiere. Poi, in tarda serata, una settantina di loro si è mossa verso le reti del cantiere, presidiate dalla polizia. Le scene seguenti sono state identiche a quelle cui tante volte si è assistito in questi anni in Val di Susa: da un lato delle recinzioni i manifestanti, dall’altro gli agenti. I primi, tra cui c’erano anche alcuni esponenti del centro sociale Askatasuna, hanno dato il via all’assalto con un fitto lancio di sassi, petardi e fuochi d’artificioPoi hanno preso di mira le concertine – il filo spinato che si trova in cima alle recinzioni per impedire di scavalcarle – riuscendo ad asportarne diversi metri. A quel punto, gli agenti hanno reagito, anche in questo caso con le modalità che in Val di Susa ormai sono ben conosciute: lacrimogeni e idranti. Tutto, per fortuna, si è svolto fino all’allontanamento dei manifestanti senza che si registrassero feriti. Durante l’assalto, gli agenti hanno scattato diverse foto e girato dei video che adesso sono all’esame della Digos: l’obiettivo è quello di identificare il maggior numero possibile di No Tav per poi procedere alla loro denuncia. Anche questo, un film già visto tante volte in una Valle che da molti anni appoggia o sopporta, a seconda delle idee, queste manifestazioni.

Le “celebrazioni” dell’anniversario dell’apertura del cantiere di San Didero però non sono terminate. Ieri sera era in programma un’altra cena, mentre oggi, sempre a San Didero, ci sarà un aperipranzoL’appuntamento clou però è quello in programma per sabato pomeriggio, quando i No Tav hanno in programma di tornare a marciare. L’appuntamento è alle 14, partenza da Bussoleno e arrivo, ancora una volta, al cantiere. Una manifestazione che, forse nel tentativo di attirare il maggior consenso popolare possibile, oltre che contro la ferrovia Torino-Lione è stata presentata, sui siti di riferimento del movimento, prima come un «No alla guerra» e poi «contro la devastazione dei territori e la crisi climatica». Un miscuglio giustificato dal fatto che «esiste infatti un filo rosso che lega lo sfruttamento della terra, la crisi climatica e ambientale, la salute e l’impoverimento economico e sociale» e dal fatto che la guerra in Ucraina è «intimamente collegata alla crisi ecologica che il sistema di sviluppo in cui viviamo ha provocato».

Dopo l’assalto, Fratelli d’Italia torna a scagliarsi contro Askatasuna, chiedendone la chiusura. «Pieno sostegno alle forze dell’ordine che hanno rischiato la pelle per bloccare i No Tav – sono le dichiarazioni della deputata Augusta Montaruli -. Fratelli d’Italia chiede che venga sgomberato il centro sociale di Askatasuna da cui arriverebbero gli aggressori. Dopo gli innumerevoli attacchi in Val di Susa, le infiltrazioni nelle manifestazioni degli studenti, le iniziative facinorose a Torino, che cosa aspetta Lamorgese? Il Governo ascolti prima che sia troppo tardi».

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