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LA RICERCA. L’analisi del fisico Alessandro Ferretti

I numeri non tornano. In un mese 400 morti di cui non si sa nulla

«I dati dei decessi sono sottostimati del 40%». Troppi tamponi ai guariti e pochi ai malati

All’appello mancano almeno 400 persone che sono decedute tra il 20 marzo e il 20 aprile. Ad esserne certo, dati alla mano, è il ricercatore della facoltà di Fisica dell’Università di Torino Alessandro Ferretti che da mesi segue l’andamento dei flussi del Covid 19 in Piemonte. Ferretti cita uno studio di un suo collega del Politecnico, Riccardo Zecchina che è venuto in possesso dei dati relativi ai decessi avvenuti nella sola città di Torino tra il 20 febbraio e il 20 aprile di quest’anno. «Se si analizza il grafico – spiega Ferretti – e si prende in considerazione lo scostamento tra i decessi del 2019 e quelli del 2020, si evidenzia un valore assoluto che, se rapportato al totale dei decessi forniti dall’Unità di crisi e che comprendono città e provincia, è decisamente superiore: almeno nell’ordine del 40%».

Il dato assoluto sui 1.287 decessi comunicati, supera le 400 unità, ma Ferretti frena e non si spinge oltre, «almeno fino a quando non avremo altri dati assoluti che finora non sono stati resi noti».

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