Emanuela Palmer, nome d'arte Numa
Spettacolo
L’INTERVISTA

Numa: «La mia musica è energia pura. Mi ispiro al potere dell’amore»

A tu per tu con Emanuela Palmer, la cantante animalista, vegana e buddista

Emanuela Palmer, nome d’arte Numa, nasce a Roma nel 1982 e, sin da bambina alimenta la sua passione per la musica e la recitazione diventando una cantante pop. Negli anni ha vinto diversi festival, tra cui l’European Live Festival, e ha collaborato con artisti del calibro di Eros Ramazzotti e Renato Zero.

Quando ha capito che sarebbe voluta diventare una cantante? 

«L’ho capito già all’età di tre anni. Amavo intrattenere e far star bene le persone, improvvisando spettacoli ed esibizioni per bambini e anche per adulti. All’inizio tutti i miei studi erano concertati sulla recitazione e sulla danza, mentre il canto è arrivato verso i 14 anni, quando ho cominciato a fare musical e teatro. Sentivo un bisogno irrefrenabile di cantare e comunicare attraverso le canzoni ed i testi che io stessa scrivevo. Si dice che “La voce svolge il lavoro del Budda”, cioè che svolge un lavoro per illuminare noi stessi e gli atri raggiungendo cuori e menti, e per me è proprio così».

Il lavoro le ha permesso di incontrare l’amore, suo marito Phil Palmer. Come vi siete conosciuti? 

«Ci siamo conosciuti nel nostro ristorante preferito, “Natalino”, ed è stata la prima cosa che abbiamo scoperto di avere in comune. Era una cena con Renato Zero e la sua band, di cui Phil faceva parte. Abbiamo iniziato a parlare ditante cose e, alla fine, il mio carattere forte e solare e il suo bisogno di carica e d’amore sono stati il cocktail perfetto che ha fatto esplodere una storia d’amore che dura da ormai vent’anni».

Pensate già ad avere dei bambini? 

«In vent’anni lo abbiamo pensato mille volte, ma passiamo la maggior parte della nostra vita in viaggio e facendo concerti. Non sarebbe stato saggio. Oltretutto abbiamo già i nostri figli da matrimoni precedenti e siamo genitori felici. Abbiamo preferito restare amanti e complici per sempre e non spegnere mai la nostra fiamma».

Cos’è per lei la musica?

«Per me la musica è l’Esperanto del mondo. È uno strumento d’amore e di guarigione. È il balsamo del cuore ed il portale di tutti sogni. È tutta la mia vita».

Oltre ad essere un’artista eclettica e poliedrica, è anche impegnata in attivitàumanitarie ed animaliste.

«Sono animalista, vegana e buddista. Non sono titoli o definizioni fini a se stesse. Sono il mio credo più profondo, il tipo di vita che ho abbracciato. La sacralità assoluta della vita, la fratellanza, il perdono, la compassione, l’empatia, la gentilezza, sono tutte virtù da praticare ogni giorno con fede per cercare di essere sempre persone migliori e conoscere il senso della vita che si rivela solo nell’amore. Quando si sbaglia e non ci si riesce cosa si fa? Ci si rialza, ci si perdona e si ricomincia da capo, da qui».

Ci sono progetti a cui sta lavorando e di cui può parlarci?

«Al momento sono in promozione in Sud America, Italia e Spagna con “Te extranare”, una storia d’amore ma anche di riscatto. Sto inoltre lavorando al mio prossimo singolo, che uscirà il prossimo ottobre. Sarà una vera esplosione di energia positiva».

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