Novara
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LA CITTÀ DI UNA VOLTA

Novara, la città più lombarda legata a Torino dall’Antonelli

L’annessione al Piemonte di Carlo Emanuele III segnò la sorte

La più lombarda delle città piemontesi è legata strettamente a Torino: tanto il capoluogo piemontese quanto Novara sono infatti debitrici all’ingegno di Alessandro Antonelli, che ha dotato le due città dei loro monumenti-simbolo, la Mole Antonelliana e la cupola della basilica di San Gaudenzio. Caso assai raro, a ben pensarci, di artista che ha edificato i monumenti che identificano ben due città di non secondaria importanza.

Ma torniamo a noi: sita a cinquanta chilometri da Milano e a quasi 100 da Torino, Novara ha condiviso gran parte della sua storia e della sua cultura con il capoluogo lombardo. Circondata da pioppeti e risaie, fu parte della Lega Lombarda e – per questo – fu distrutta dall’imperatore Enrico V di Franconia. Comune ricco e potente, Novara beneficiava della vicinanza con Milano, crocevia di importanti traffici commerciali; arrivò a controllare buona parte dell’attuale provincia, garantendosi un ruolo di spicco nel panorama padano occidentale.

Fu quindi controllata a lungo dai milanesi, prima con i Visconti e poi con gli Sforza. Passò quindi sotto il controllo degli Asburgo e infine dei Savoia, a metà Settecento. Fino al 1734, anno del passaggio sotto il dominio sabaudo, Novara era una città considerata a tutti gli effetti lombarda: tale era il dialetto, tale la sua vicinanza geografica a Milano. L’annessione al Piemonte di Carlo Emanuele III segnò per sempre la sorte del territorio, da quel momento assorbito dalla sfera di influenza di Torino.

Giunsero in città gli architetti prediletti dai Savoia per piemontesizzarne l’architettura: così, Benedetto Alfieri, zio di Vittorio, progettò il campanile della basilica di San Gaudenzio. Nell’Ottocento, Alessandro Antonelli progettò la cupola di San Gaudenzio e la cattedrale di Santa Maria Assunta, in stile neoclassico, oltre a svariati altri edifici come Casa Bossi. Risalente all’epoca Medioevale è invece il Broletto, che fu sede delle corporazioni artigiane e che fu il cuore della vita cittadina (oggi, all’interno del complesso architettonico è ospitata la Galleria d’Arte Moderna “Paolo e Adele Giannoni”, che raccoglie oltre 800 opere pittoriche italiane del XIX e XX secolo).

Altra preziosa testimonianza del passato medievale e guerresco della città di Novara è dato dal castello visconteo, che – risalente al XIII secolo – ha attraversato i secoli giungendo, pur con molte modificazioni, fino ad oggi. A proposito di guerre, infine va ricordato che Novara fu teatro di una importante battaglia della prima guerra di indipendenza (una sconfitta per i piemontesi), il 23 marzo 1849, con la quale si concluse il conflitto e Carlo Alberto scelse la via dell’esilio. Un ossario custodisce i corpi dei caduti, mentre la battaglia viene rievocata ogni anno per ricordare questa importante pagina di storia italiana.

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