Greta
Buonanotte

Nonostante le Grete e le sardine

Il vertice ambientalista Cop25 di Madrid è fallito. Un flop storico. Si dovevano definire gli obiettivi di taglio alle emissioni di CO2 (dando per scontato che il taglio fosse inevitabile) e il meccanismo degli aiuti da dare ai paesi deboli colpiti dalle calamità naturali legate al riscaldamento globale (dando per scontato tale legame). Invece, di scontato, non c’è niente. Anche se Greta ha twittato che “la scienza è chiara, ma la si sta ignorando”, la scienza non è affatto chiara, sull’argomento, e soprattutto non è concorde. Le opinioni scientifiche contrarie alle tesi catastrofistiche del GWA sono numerose e autorevoli. Così convincenti da indurre a rigettare l’allarmismo non solo nazioni come gli Usa, la Cina e l’Arabia Saudita, che avendo interessi nei carburanti fossili sarebbero sospettabili di minimizzare il pericolo Co2 per interesse, ma anche nazioni evolute e responsabili come il Giappone, il Brasile, l’Australia, il Sudafrica. I trucchi dei grandi burattinai della green economy funzionano sempre meno. Spedire in piazza le Grete e le sardine non basta più. Le Cassandre Mercalloidi che pretendono di dirci che tempo farà fra un secolo sono ridicolizzate. È finita la pacchia del “clima impazzito causa riscaldamento” che pretenderebbe di spiegare così ogni evento climatico fuori dalla media. Crolla il teorema pappagallato dai media mainstream, il mantra dei salotti, delle scuole e delle piazze radical: riscaldamento globale = colpa dell’uomo. Se i rappresentanti di metà abitanti della terra non ci credono, e soprattutto si rifiutano di far pagare ai loro popoli spese folli per riconversioni energetiche inutili, ci sarà un motivo.

collino@cronacaqui.it

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