I nonni non si infuriano?

L’unica vera banca per le giovani coppie – lo dice un autorevole studio – sono le famiglie di origine. Ossia i genitori con i loro risparmi e, soprattutto, con la pensione. Come dire che il mondo va alla rovescia e che i giovani smettono di essere il bastone della vecchiaia dei loro cari e, probabilmente senza colpe, diventano un fardello. Ancora più oneroso perché nell’ultimo decennio sui pensionati è calata la scure di illustri fustigatori della terza età. Dalla Fornero con il suo “blocco” all’indicizzazione delle pensioni al caro vita (poi dichiarato incostituzionale), per proseguire con il “blocco Poletti”, il “blocco Letta”, prorogato da Renzi, ed infine lo “Sblocco Conte” che ha concesso solo una penosa elemosina con la legge di bilancio 2019. In realtà i pensionati sono stati fregati. E se andiamo ad analizzare uno studio pubblicato nei giorni scorsi dalla Uil, scopriamo anche come. Basta analizzare una pensione media che in Piemonte si aggira sui 1.500 euro mensili per capire come ogni mese l’assegno abbia perso 74 euro, in un anno 962 e rotti. In nove anni 8.600. Salasso che aumenta proporzionalmente al valore dell’assegno. Fino ad 80mila euro per chi percepisce un assegno superiore ai quattromila euro mensili. Soldi veri, sacrosanti e dovuti che i governi che si sono succeduti hanno volutamente tolto a chi ha contribuito a creare il benessere di questo Paese, con artifici che non fanno onore alla politica. E che oggi sconcertano con quel ritocco pitocco di 6 euro in più “regalato” dai giallo-rossi a guida Conte. Con un’evidente convinzione: tanto i nonni non si incazzano. Ma sarà vero?

fossati@cronacaqui.it

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