IL CASO

Non va a scuola e poi scompare. «Siamo disperati, torna da noi»

L’appello dei famigliari di Mateo, 17 anni. Il telefonino ritrovato nella buca

«Ti prego Mateo, torna. Io e mamma siamo disperati. Stai tranquillo, troveremo una soluzione per tutto. Ma torna a casa, o facci almeno sapere che stai bene». È un appello carico di angoscia quello che Ariel Petean rivolge al figlio. Perché Mateo ha soltanto 17 anni. E l’ultimo contatto risale a martedì. «Mi sono alzato per andare al lavoro – ricostruisce il papà – gli ho detto di prepararsi per andare a scuola, mi ha detto “sì”, poi io sono uscito». Ma a scuola Mateo non è mai arrivato. «E adesso mi chiedo dove sia, dove abbia trascorso le notti, al gelo. Se abbia trovato qualcuno che gli ha dato ospitalità, anche se non mi risulta abbia una fidanzatina, nè amici cui è particolarmente legato». Neppure al liceo, lo Scientifico Primo Levi cui si era iscritto due anni fa. Lui che con il fratello ha lasciato l’Argentina, dove abitava con la mamma, per studiare in Italia, a Torino, dove Ariel ha trovato un lavoro nel 2005. «È un momento difficile per lui – ragiona il papà -, a scuola è sotto pressione, stava pensando di lasciare. E quando oggi (ieri) ho chiamato la scuola per sapere se loro avessero avuto notizie, mi hanno detto che da quasi un mese non frequentava le lezioni online». Ariel non lo sapeva. «Lo vedevo al computer, pensavo seguisse i corsi».

Corsi che da lunedì sono ricominciati in presenza. Ma senza Mateo, che non si è presentato. «Mi hanno chiamato per dirmelo – ricostruisce ancora Ariel – e la mattina dopo gli ho detto “alzati, oggi vai”». Era martedì mattina. Il fratello l’ha visto mettere una bottiglia d’acqua, qualcosa da mangiare e una coperta nello zaino. Poi è uscito. E non è tornato più. «Abbiamo cominciato a telefonargli, ma il cellulare era spento». Poi, «saranno state le 10 di sera», ha squillato, sul localizzatore di Google si è acceso un pallino. «Era in piazza d’Armi». Ma poi ha smesso di squillare. «E il giorno dopo abbiamo trovato il telefono avvolto in un pezzo di carta nella buca delle lettere».. Mateo, con sè, ha le chiavi dell’alloggio di via Spano, in borgo Filadelfia. Ma non ha portato con sè i documenti. Quando è uscito di casa indossava un paio di jeans, giacca azzurra, scarpe nere, sulle spalle aveva uno zaino. È alto un metro e 80.

«Chi avesse notizie – è l’appello di Ariel, che ha presentato denuncia di scomparsa al commissariato Mirafiori – mi avvisi al 347.5514006».

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