Milioni di euro (foto Depositphotos)
Il Borghese

Non ubriacateci di belle parole

Piovono soldi dall’Europa, anche se c’è la guerra dietro l’angolo di casa. Miliardi, anzi. Quasi sette per il Piemonte, tre almeno per Torino. E non solo per le infrastrutture, la digitalizzazione e così via, come recita il vangelo del Pnrr. C’è un monte premi gigantesco per la sanità che, nei prossimi cinque anni, potrà cambiare il metodo dell’assistenza. Sono notizie che fanno bene al cuore e alimentano la speranza di una vita migliore proprio lì, nella sanità, che si rivela per quella che è, proprio quando ne abbiamo più bisogno.

E allora permettetemi di fare un’altra volta il bastian contrario ricordando che mentre i ministri e i loro funzionari snocciolano i dati salienti del progetto (82 Case della Comunità, 27 Ospedali di Comunità e 43 Centrali operative territoriali per coordinare i servizi domiciliari), ancora ieri raccoglievamo il grido di dolore degli infermieri. Gli eroi usati e poi sfrattati dalle corsie senza tante cerimonie. Con i medici in fuga e la sanità territoriale che vive sui volontari ma fa acqua come un vascello bucato.

Tanto di cappello se si farà il miracolo (abbiamo imparato che cinque anni sono pochini con i nostri andazzi), ma la vita la si vive ora. Con l’estate davanti e l’autunno ad aspettarci anche solo con le influenze. Mentre attendiamo la benedizione messianica della Ue, che si fa? Si prendono gli infermieri? Si motivano i medici, si ristrutturano le magagne degli ospedali? E si va, finalmente, a casa dei cristiani soli, anziani e disperati?

L’esperienza insegna che si deve andare per gradi, dunque non ubriachiamoci di entusiasmo. Vanno bene i soldi, per carità, ma bisogna saperli spendere. La vera sfida, e mi taccio, sta proprio lì.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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