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Cronaca
LA NATURA

Non sono alghe, il Po sta benissimo: «E le piante acquatiche fioriscono»

Il biologo Maffiotti dell’Arpa però avverte: «Se la vegetazione cresce a dismisura, diventa un problema»

Affiorano dalla superficie dell’acqua e oscillano lentamente al ritmo della corrente, regalando a chi le osserva un acquerello di sfumature verde chiaro e scuro. Quelle che vediamo comparire nel Po non sono alghe infestanti, ma piante acquatiche autoctone del bacino del fiume. Di più, il loro proliferare indica che il corso d’acqua gode al momento di ottima salute«Vuol dire che il Po sta bene. Sono sintomo di un ecosistema vivo e sano» spiega il professor Alberto Maffiotti, biologo dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale), che invita a distinguere tra le alghe che invasero il nostro fiume tre anni fa (e che fu necessario eradicare), dalle piante che si vedono oggi proliferare in acqua. «E’ vegetazione spontanea di questa parte del bacino del Po – aggiunge l’esperto -. Cresce naturalmente grazie al fatto che ci sono parecchi nutrienti nell’acqua. E con la fotosintesi produce ossigeno che riversa direttamente nel fiume».

A oggi, sotto il profilo biologico le piante non costituiscono un problema, «ma potrebbero diventarlo – avverte il professor Maffiotti – se dovessero crescere a dismisura». Nonostante alcune lamentele dei canottieri che solcano quotidianamente le acque del fiume, secondo gli esperti la situazione oggi è ancora sotto controllo. «La colorazione delle piante è verdastra e la loro crescita può sembrare abnorme, ma in questo momento sono solo sintomo di buona salute del fiume. Stanno iniziando anche a fiorire». Le piante acquatiche infatti hanno una fisiologia pressoché identica a quella delle piante terresti. Con tanto di radici e fiori che sbocciano con la bella stagione. Il problema nascerà quando e se ce ne saranno troppe e inizieranno a competere per lo spazio in acqua e per i nutrienti del fiume. «A quel punto una parte inizierà a degradare» preannunciano dall’Arpa. E cosa accadrà? «Appassiranno». Meglio, marciranno. In questo caso rischia di essere compromesso anche il processo di ossigenazione delle acque, che ora appare ottimale. «Potrebbero anche peggiorare la condizione del fiume, dal momento che le piante che muoiono liberano alcune sostanze nell’acqua» precisano dall’Agenzia regionale. «Ma in questo momento non siamo in questa fase» assicura ancora l’esperto. Le piante del Po sono della famiglia delle Callitriche. Si tratta, nel dettaglio della Elodea Canadensis, del Miriophyllum spicatum e del Potamogeton Crispus e Berchtoldii. Ci sono poi alcuni esemplari di Ranuncolo, Lemna (probabilmente minuta) e delle alghe Hydrodictyon reticulatum. Basta affacciarsi lungo Po per vederle in fiore.

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