Non si canta fra i cadaveri

Fonte: Depositphotos

Anna Oxa, la cantante di origine albanese, si è convertita al veganesimo. Fa parte cioè di quell’assoluta minoranza di italiani (0,9% secondo Eurispes) che non solo non mangia carne (i vegetariani), ma neanche pesce, o qualsiasi prodotto di origine animale come il latte, il formaggio, le uova. Dev’esserle costato molto rinunciare al caviale, ma quando uno abbraccia una setta lo fa con foga: lei è così fanaticamente vegana che le dà fastidio non dico l’odore della carne mentre cuoce, ma anche la sola presenza di carne cotta. E così ha condizionato la sua esibizione ad una sagra agostana (la festa di San Biagio e Santa Giacinta a Vignanello, in provincia di Viterbo) alla chiusura di tutti i numerosi banchetti di porchetta. Pochi furgoni hanno obbedito. Gli altri se ne sono andati, tra le proteste della gente. Nell’alto Lazio la porchetta è di casa, quasi un marchio. Vietarla è come vietare la salsiccia piccante ad una sagra calabrese. Ma la Oxa (forse contrariata di doversi esibire per campare, dopo i fasti sanremesi e televisivi, in una sagra paesana) non sopporta neanche la presenza di carne cotta. Parla di pesante “energia negativa” sparsa nell’aria e nel paese dalla presenza di animali morti e cucinati. Fossi stato il presidente del comitato della festa le avrei fatto saltare il concerto, visto che la clausola vegana non figurava di certo nel contratto, salvo poi chiederle un grosso risarcimento. Ma a Vignanello han preferito non rovinare il programma. Niente porchetta per qualche ora, e bon. Spero solo che qualche abitante locale con balcone sulla piazza si sia vendicato masticando porchetta durante il concerto. Anzi, cuocendola in terrazza.

collino@cronacaqui.it

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