Roberta Rakipi ed Eduard Vizitiu, gestori de “I Farinei” aperti a metà dicembre
Cronaca
LE BELLE STORIE I nuovi negozianti e le loro speranze

Chi non si arrende, tra avocado, cucina e vestiti per i bimbi

L’ex sindacalista si è reinventato fruttivendolo. E c’è chi punta sui gusti della merenda sinoira

I colori scuri della crisi, il grigio delle serrande abbassate, quei cartelli vergati a mano con su scritto «Chiuso per cessata attività». Che diventa una sorta di tristissimo necrologio al lavoro e alle speranze di tanti artigiani e commercianti che sono costretti a cedere, schiacciati dalle tasse, dall’aggressività della grande distribuzione e beffati dall’incalzare degli acquisti sul web. Lo abbiamo scritto in una inchiesta a puntate che, partendo dalle edicole, ha raccontato degli 8mila negozi persi in dieci anni fino ad arrivare allo stato di crisi per il commercio richiesto da Confesercenti. Ma c’è anche dell’altro. Ci sono i colori vivaci della speranza, della voglia di farcela, la fantasia che si scatena dopo un’idea che, all’inizio è sempre vincente. Il prologo alla sfida di un’attività che nasce, che tira su le saracinesche appena ridipinte ed espone la merce. Tra tante brutte storie, spuntano le buone novelle. E il commercio riprende vita, il quartiere ritrova entusiasmo. Raccontarle, al di là di celebrare un’iniziativa che prende vita, è un dovere di cronaca. E anche un segno: la capacità di questa città di mettersi in gioco, nonostante tutto. Con il guizzo di ha il coraggio di aprire la porta al futuro.

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