(foto di repertorio depositphotos)
Buonanotte

Non prender a facciate il mio pugno

Ieri ero in coda davanti alla banca. Si poteva entrare solo uno alla volta, perché all’interno (dov’erano i Bancomat) era stato raggiunto il numero massimo. Quando uno usciva, uno entrava. Dietro di me c’era un vecchietto piccolo, magro, ma battagliero. Arriva una “risorsa” abbronzata e cerca di scavalcare la fila dicendo “devo solo prelevare al Bancomat e non altro”. Il vecchietto cerca invano di spiegargli che non conta cosa va a fare: entrando (per far qualsiasi cosa) fregherebbe comunque il turno a chi aspetta da tempo. Niente. La risorsa non capisce o finge di non capire, e tenta di passare con la forza. Subito bloccato da più mani, comincia a inveire e ci dà dei “bastardi razzisti” perché lo fermiamo con la forza. Poi si rassegna bofonchiando chissà cosa nella sua lingua, non osando sfidare una dozzina di persone decise, ma i pensieri che gli attraversano la mente sono gli stessi che hanno indotto il senegalese senza biglietto ad aggredire il capotreno del Cremona-Brescia tempestandolo di pugni anche quando era già a terra (all’ospedale sono riscontrate al ferroviere contusioni al polso e al bacino). Solo che su quel treno non c’erano persone ostili al bruto. Anzi, c’era un apostolo dell’accoglienza, uno di quelli che “più ponti e meno muri” e “siamo tutti sotto lo stesso cielo”. Costui ha subito estratto il cellulare per filmare il ferroviere ove mai avesse avesse menato l’energumeno. Ciò non è successo, ma il povero capotreno, mentre la risorsa si allontanava trionfante senza pagare, si è lasciato scappare a caldo la frase “Nero di m…” Fottuto. Registrato, denunciato, condannato per razzismo e licenziato dalle ferrovie. Venite, frateli.

collino@cronacaqui.it

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