Paola Egonu (Depositphotos)
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Non meritiamo Paola Egonu

Paola Egonu è una ragazza di ventitré anni che da tempo gioca ai massimi livelli della pallavolo, sottoposta a pressioni sportive – e non solo – che non possiamo neppure immaginare. Che quindi dica di voler «prendere una pausa», per ragionare con calma, dopo un più che comprensibile sfogo «a mente calda» è normale. Così come è normale che sia arrivata al punto di dire «basta con la nazionale» per colpa degli insulti che le sono piombati addosso. A me viene in mente, nel calcio di tanti anni fa, Astutillo Malgioglio, il portiere che nel tempo libero si occupava dei ragazzi down che, per rispondere agli insulti – rivolti ai ragazzi, non solo a lui -, si tolse la maglia e la gettò addosso ai presunti tifosi, come per dire «non meritate che io porti i vostri colori». Fermare il gioco, rompere il giocattolo. Si può, si deve. L’atleta, quando è una persona vera, ha il potere di dire «basta» ai tritacarne mediatici o degli imbecilli. Paola è un simbolo dello sport italiano, ma è anche soprattutto una giovane donna che non teme di prendere posizione, che non teme di metterci la faccia, e ha il diritto di essere stanca di tanto odio. Che arriva non solo dagli odiatori da tastiera, peraltro. Ma anche da coloro che non sopportano le persone vere, coloro cui vanno bene giusto i tanti burattini milionari del calcio che non dicono una parola che non sia «ringrazio la squadra e il mister» e non prendono mai posizione. Paola Egonu vestirà ancora la maglia azzurra, anche se non ce la meritiamo.

andrea.monticone@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo