Alzheimer
Cronaca
“Molte medicine e i pannolini non li passa il servizio sanitario nazionale”

“Non lasceremo nostro padre in una struttura, anche se ci costa 2500 euro al mese”

La storia di due fratelli, Fabio e Cinzia, alle prese con papà Gustavo malato di Alzheimer da 7 anni

Fabio e sua sorella Cinzia da oltre sette anni vivono per assistere il loro papà Gustavo, 87 anni appena compiuti e malato di Alzheimer. Entrambi hanno una famiglia, ma la dividono con un padre amato, adorato, e che non lasciano solo un momento nella casa dove hanno vissuto quando erano piccoli. «Papà non lo lasceremo mai in una struttura» ammette Fabio. «Così abbiamo fatto per nostra madre, che sette anni fa si è ammalata di Sla e due anni fa ci ha lasciati. Li abbiamo curati insieme in questa casa, diventando genitori dei nostri genitori. Non è stato semplice e non lo è ora. Preoccupazioni e attenzioni sono continue, come le spese».

Papà Gustavo ha sempre più bisogno di aiuto, la malattia non gli dà tregua. Fabio, che fa il fotoreporter, e Cinzia è parrucchiera, oggi hanno bisogno di una badante in più. «Quando Cinzia mi chiede disperata “Come facciamo con i soldi?”, le rispondo “Non ti preoccupare, vedrai che insieme ce la faremo». Al mattino la badante accudisce il papà. Poi al pomeriggio arriva Fabio, che resta con lui fino a quando, il tempo di chiudere il negozio, arriva Cinzia che resta a cena con il padre e fino a quando non si addormenta a letto. Da quel momento c’è la badante. Ogni giorno è così. Non esistono vacanze per Fabio e Cinzia. «È nostro padre».

Le spese? «Alcuni farmaci non li passa il servizio sanitario» prosegue lui. «I pannolini che passa la mutua non bastano, seppur costino di più, così compriamo la confezione da 25 euro che ne contiene 14, ma sono sufficienti solo per 3 giorni. Due mesi fa abbiamo acquistato una stufetta per scaldare papà quando sta sulla poltrona, la bolletta della luce è salita alle stelle. Abbiamo comprato un materasso per il nuovo letto, 80 euro, e un seggiolone per il wc di 40 euro. Per la pelle disidratata papà ha bisogno di continue creme idratanti e che allevino il rossore che si procura grattandosi nervosamente, e costano dai 30 euro in su. La sua dieta quotidiana è fatta di verdure, pesce e carni bianche, che frulliamo perché ora fatica a deglutire. Poi ci sono le visite specialistiche e ai volontari che lo accompagnano paghiamo, seppur poco, 20 euro. Il costo di una badante poi è circa 1.200 euro al mese e c’è la tredicesima. E se papà sta male e il medico viene a casa, ogni volta sono 130 euro. Abbiamo la fortuna di avere il dottor Fausto Fantò che dispensa consigli anche al telefono. Occorrono almeno 2.500 euro al mese per assistere papà. Andremo avanti finché potremo».

Un malato di Alzheimer è difficile. «Momenti di dolcezza infinita, fatti di sguardi e carezze, possono trasformarsi in attimi di aggressività, inaspettatamente» racconta Fabio. «Papà parla attraverso i gesti. Per la “festa del papà” gli ho portato dei chantilly e si è commosso. Mi guardava come se volesse dirmi tutto. Si è portato la mano alla bocca, ne voleva un altro. Poi si è girato e ha cercato mia madre. “Mamma!” ha chiamato la donna con cui ha vissuto sessant’anni di amore, ma papà non sa che lei non c’è più».

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