PINASCA

«Quelli non sono figli tuoi». E viene ammazzato a fucilate

Sputi, insulti e minacce. Ecco da dove nasce l’omicidio tra vicini di casa al Crò

La minaccia a un avvocato, lo sputo a un vicino, litigi con altri residenti della borgata, sempre generati da motivi futili: un pezzo di tetto che sporge, una parte di terreno contesa. Ieri i testimoni della difesa hanno ricordato la figura di Assuntino Mirai al processo che farà luce sulla sua morte. L’uomo venne ucciso dal 71enne Stefano Barotto, il 18 ottobre 2019, a colpi di fucile. Barotto era un vicino di casa di Mirai. Vivevano in borgata Mercateria, al Crò di Pinasca. Mirai, secondo quanto hanno dichiarato alla Corte d’Assise i testi citati dal legale di Barotto, l’avvocato difensore Paolo Galvagno, aveva un «carattere bellicoso». Ha raccontato uno dei testimoni, che fa l’avvocato civilista: «Mi chiese di conferire con me nel mio studio, perché il suo tetto sbordava nella proprietà di un mio cliente. Mi disse di fare attenzione e di non dare cattivi consigli ai miei clienti. Lo invitai a uscire, ma non si mosse. Arrivarono i vigili». «Con lui era difficile ragionare», ha riferito un altro residente, aggiungendo: «Al signor Dario sputò addosso». Durante l’udienza ha chiesto di parlare l’imputato, che ha ricostruito la dinamica del delitto.

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