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L’UDIENZA

«Io non c’entro». «Sono uno stupido». Gli arrestati per gli scontri in tribunale

I giovani fermati durante la guerriglia raccontano la propria versione davanti al giudice

C’è chi arriva in completo elegante, come Federico Sodano (accusato di aver colpito un poliziotto) e chi porta i jeans strappati, come Nizar Haddoudi, che nella mischia ha lanciato due bottiglie, e ammette: «Sono stato uno stupido». Chi aspetta il suo turno per due ore in piedi, come Gabriele Mazzeo, che, nel cortile del Palagiustizia, scortato dagli agenti della Digos, dice al suo avvocato Stefano Tizzani che spera di tornare libero, perché lunedì lo aspettano al lavoro da Burger King. E chi arriva per ultimo, come da ordine di convocazione, zoppicando, con gesso al braccio e collare, i segni di una serata di fuoco. Luca Hooper, anche lui accusato di resistenza, nega ogni addebito e spiega: «Ero alla manifestazione perché credo che non sia giusto chiudere tutto. Per colpa del lockdown ho perso il lavoro. Facevo il barista e adesso sono a casa». In aula 24 le udienze di convalida si susseguono una dopo l’altra.

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