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Cronaca
Niente lieto fine per le sedi delle periferie

«Non c’è il personale»: le anagrafi decentrate non riaprono nel 2022

Gli uffici di Falchera restano chiusi nonostante i proclami di Lo Russo e del leader Pd Letta in campagna elettorale

Nonostante le promesse di riapertura fatte in campagna elettorale davanti alla sede chiusa dell’anagrafe di Falchera, con il colpo di gomito tra Lo Russo e il leader del Pd, Enrico Letta, che avevano voluto «lanciare un messaggio», dicendo che «il Pd non è il partito solo della Ztl», al momento la rinascita delle sedi anagrafiche decentrate di Torino sembra pura utopia. «Siamo venuti qua insieme al segretario Letta perché vogliamo prenderci l’impegno di riaprire l’anagrafe di Falchera» diceva Lo Russo alla fine di agosto. Oggi di quelle parole è rimasto solo l’impegno. Anche perché gli sforzi dell’assessore alla Cura della città, Francesco Tresso, si stanno concentrando soprattutto sulla risoluzione degli innumerevoli problemi della sede centrale di via della Consolata, per cui l’attesa di una carta d’identità ha addirittura superato i sette mesi. Il primo appuntamento disponibile sul sito del Ministero è infatti il 27 settembre. «Prima riallineiamo i tempi di attesa, mantenendo aperte le sedi che lo sono attualmente. Poi una volta avute più risorse operative apriremo le decentrate ma non prima del 2023. Mi sono dato questi tempi» spiega l’assessore Tresso. I motivi di questi ritardi e mancate riaperture sono riconducibili alla mancanza di personale. «Nel 2019 avevamo 270 addetti ai servizi anagrafici – ricorda Tresso – oggi sono 190 a causa dei pensionamenti». A fine mese qualcosa dovrebbe cambiare. «A fine febbraio – spiega l’assessore – arriveranno venti nuovi addetti all’anagrafe centrale per cercare di smaltire le code e poi in primavera potremo finalmente fare in un palazzetto dello sport il concorso per 100 amministrativi, 30 dei quali da destinare all’anagrafe». Numeri non certo sufficienti a far fronte alla carenza di lavoratori. A lamentare i disagi, oltre ai cittadini, sono anche le Circoscrizioni. «Abbiamo fatto richiesta al Comune per riaprire le nostre sedi di piazza Astengo e via Loencavallo ma ci hanno appena risposto che non c’è personale disponibile. Temo che rimarranno chiuse per almeno altri due anni, a essere ottimisti» ribadisce il presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto. Stesso discorso per le altre sedi in attesa di riapertura, come quelle di via De Sanctis a Pozzo Strada e di via Nizza a San Salvario. Nel frattempo il Comune cerca di metterci una pezza, con aperture straordinarie il sabato e nuovi sportelli per le persone fragili. Ieri mattina poi a Palazzo Civico è stata presentata la mozione del consigliere Angelo Catanzaro in cui si chiede, per la prima volta in Italia, l’istituzione, sempre nella sede centrale, di uno “sportello priorità” dedicato alle persone disabili, agli anziani con più di 75 anni, alle donne in gravidanza, con un servizio gratuito di traduzione nella lingua dei segni, nuove tecnologie per limitare la dispersione sonora al chiuso e un percorso tattile per non vedenti.

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